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La Meridi ammessa ad amministrazione straordinaria

Lavoro

Meridi, salvataggio possibile: sì all'amministrazione straordinaria

Di Redazione

CATANIA - Quando il fallimento sembrava cosa inevitabile, ecco che si apre uno spiraglio per la Meridi. Il Tribunale di Catania ha infatti ammesso all’amministrazione straordinaria per i grandi gruppi industriali in crisi l'azienda dell’ex patron del Calcio Catania Antonino Pulvirenti che controlla 90 punti vendita dei supermercati Fortè in Sicilia con oltre 500 dipendenti. I giudici nel provvedimento hanno nominato anche tre commissari. La Procura si era opposta, e i legali dei creditori si erano associati, alla richiesta avanzata dalla società e la dichiarazione di fallimento sembrava sempre più vicina ma alla fine è stata concessa l’amministrazione straordinaria per le grandi imprese in crisi, una procedura concorsuale - nel contempo giudiziaria ed amministrativa - che tende a conciliare le pretese dei creditori con il salvataggio del complesso produttivo e del livello occupazionale. 

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L’amministrazione straordinaria si articola in due fasi, la fase della dichiarazione dello stato di insolvenza (giudiziaria) e la fase dell’apertura dell’ amministrazione straordinaria vera e propria (giudiziaria ed amministrativa). Il Tribunale ora dovrebbe nominare tre commissari giudiziari a cui affidare la gestione dell'impresa. 

Nelle precedente udienza il ministero dell’Economia senza pronunciarsi nel merito aveva fatto sapere che nel caso in cui fosse stata scelta la dichiarazione dello stato d’insolvenza i commissari sarebbero dovuti essere estranei al contesto catanese per evitare condizionamenti e aveva indicato tre professionisti, uno romano, uno salernitano e uno pugliese, i cui nomi verranno resi noti dopo la nomina.

Oltre che sul Gruppo Forté, la sentenza avrà ripercussioni anche sul Calcio Catania: i commissari tra l'altro potrebbero provare a recuperare i crediti vantati dalla Meridi: oltre 10 milioni di euro inopinatamente abbuonati ad altre società del gruppo, tra cui appunto il Catania Calcio, che ne hanno beneficiato a scapito delle finanze della Meridi. 

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