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L'Etna ritratto da Lipari e il racconto dell'amore tra i due vulcani

Segnalazione inviata a Lo dico a LA SICILIA su Whatsapp

L'Etna ritratto da Lipari e il racconto dell'amore tra i due vulcani

Iddu (Lui) era Stromboli… Lei, ‘a Muntagna, l’Etna… E il loro amore, un vero colpo
di fulmine!
Scoppiò quasi per caso, in una fresca notte di luna piena. Quella sera Stromboli era un
po’ triste, così, senza un motivo preciso, e non riusciva ad addormentarsi.
Sovrappensiero, a un tratto la vide: a sud, esplosiva, una montagna di fuoco tra le stelle!
- Ma chi era, come si chiamava?
Voleva sapere tutto di lei. Allora cominciò ad attivarsi, eruttando fuoco e tanto amore.
Nel linguaggio dei vulcani le chiese il nome e la sua storia.
- Sono Etna, ‘a Muntagna, il vulcano attivo più alto d’Europa. Mi trovo sulla costa
ionica nel territorio di Catania e sono visibile fino alla Calabria e alle isole Eolie.
Il mio nome, dal greco antico Aetna, significa bruciare. Si chiamava così una dea greca,
figlia di Urano (il Cielo) e Gaia (la Terra).
Fin dall’antichità gli uomini hanno creato leggende e miti legati a me. Fra queste, la
leggenda degli Inferi secondo cui il mondo dei morti, il Tartaro, si sarebbe trovato nel
mio vulcano e quella per cui il dio del fuoco, Efesto (Vulcano), fabbro degli Dei, ne
avrebbe fatto la sua fucina. Qui ci vivevano anche i mostruosi Ciclopi e Polifemo.
Pare che la stessa isola di Sicilia sia nata contemporaneamente a me, sorretta dal gigante
Tifeo collocato, per punizione, dagli Dei sotto il mio vulcano.
Ma tornando alla storia di oggi, direi che, tutto sommato, sono un vulcano buono,
come te, Stromboli, e ai primi posti fra i vulcani più attivi della Terra. D’inverno
cambio aspetto, divento una montagna quasi nordica, innevata, meta di sport invernali;
nel resto dell’anno la mia terra è molto fertile: rinomate le mele e le castagne dell’Etna.
Nel 1987 è stato istituito il Parco dell’Etna che consta di ben 59.000 ettari di terreno.
Importante, il mio Osservatorio Astronomico di Serra la Nave. E dal 2013 l’Unesco mi
ha inserita nell’elenco dei beni costituenti il Patrimonio dell’Umanità.
- Alta, bella, buona e fertile! Etna, ma sei davvero un sogno…
‘A Muntagna mandò un bacio a Iddu suggellandolo con una piccola esplosione di fuoco.
- Dimmi ora di te - disse allora Etna.
- Non c’è molto da dire su di me: sono un vulcano attivo alto quasi mille metri e la mia
persistente attività esplosiva, detta appunto stromboliana, è continuamente monitorata
dall’Osservatorio sismologico dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
(INGV) che si trova in cima.
Per il mio perenne pennacchio di fuoco sono ancora considerato il Faro del Tirreno.
Mi definiscono la perla nera delle isole Eolie che dal 2000 l’Unesco ha proclamato
patrimonio dell’Umanità.
La mia fama è iniziata nel 1949 con il film “Stromboli” girato da Rossellini e
interpretato da Ingrid Bergman. Una targa indica la casa dove il regista e l’attrice hanno
vissuto la loro love story.
I turisti, soprattutto quelli stranieri, vengono a visitarmi di notte con le barche che
stazionano davanti alla Sciara del Fuoco: un vero spettacolo per i miei lapilli
incandescenti e il fiume di lava che spesso scivola e finisce in mare sprigionando
colonne di vapore.
- Interessante! – commentò la maestosa Etna.
Di giorno i due vulcani continuarono a parlarsi così, come gli indiani d’America, i
Pellerossa che comunicavano con le loro nuvolette di fumo: era divertente, un bel gioco
a distanza.
In una tersa giornata di febbraio, Stromboli riuscì persino a vedere Etna innevata e le
disse che sembrava una sposa bellissima e che sarebbe stata per sempre la sua
Valentina. Aveva proprio perso la testa per lei ma sarebbe durato questo dolce
incantesimo?
Ma sì, in fondo, i due vulcani innamorati potevano abbracciarsi sotto terra, sotto quel
mare magico e senza confini che è il Mediterraneo, dove il Tirreno e lo Ionio
confondevano da sempre le loro meravigliose acque.
Intanto l’amarsi a quel modo, fisicamente lontani e spiritualmente vicini, li faceva
sentire indubbiamente meno soli. E davvero unici, perché in effetti, solo i vulcani
possono esplodere in cielo raccontando col fuoco la loro favolosa storia d’amore…
Sìnnove
Augusta 24/3/2017

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commenti 1
  • GABBIANO

    GABBIANO

    08 Gennaio 2019 - 20:08

    UN BELLISSIMO RACCONTO UNA BELLA STORIA D'AMORE UNA MERAVIGLIA DI FOTO BRAVISSIMO L'AUTORE

    Rispondi

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