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Santa Teresa, i fedeli scendono in piazza:«Non trasferite don Subba»

La protesta davanti al Santuario della Madonna del Carmelo contro la decisione dell'arcivescovo di Messina

Santa Teresa, i fedeli scendono in piazza:«Non trasferite don Subba»

SANTA TERESA - Fallita la via diplomatica, la comunità parrocchiale scende in piazza per esternare il proprio netto dissenso al trasferimento di don Fabrizio Subba. L’appuntamento è per questo pomeriggio, alle 18.30, in piazza Madonna del Carmelo, davanti al Santuario intitolato alla patrona.

«Sarà una manifestazione di protesta - spiegano gli organizzatori - per esprimere dissenso, dolore e sofferenza per uno strappo improvviso e lacerante per tutto il nostro paese».

Tutti contro la decisione dell’arcivescovo di Messina, Giovanni Accolla, che ha improvvisamente deciso di trasferire il parroco a Torregrotta, ad appena tre anni dal suo arrivo nella cittadina jonica.

Don Fabrizio ha lasciato un segno molto forte in questi anni, non solo nella parrocchia Madonna del Carmelo, nel quartiere Bucalo, ma anche nel resto del paese. Ieri mattina una delegazione ristretta, di cui ha fatto parte anche il consigliere comunale Santino Veri, si è recata in Curia dove ha incontrato il vicario generale, Cesare Di Pietro. Tutto inutile: l’arcivescovo non intende fare marcia indietro. Contestati anche i tempi e le modalità del trasferimento, con un annuncio che ha trasformato una giornata di festa - la dedicazione del Santuario di Bucalo - in un momento di grande tristezza.

«Tutta la comunità - si legge in una lettera inviata al vescovo - è venuta a conoscenza della notizia del trasferimento imminente durante la sua omelia, prima del rito di consacrazione, omelia che doveva essere del giorno di festa, invece ci è piombata addosso la comunicazione dello spostamento in maniera improvvisa, fredda e calcolata che ha pietrificato l'assemblea, esterrefatta e ferita alle spalle. I presenti, colti alla sprovvista e prostrati, non hanno potuto che versare lacrime e guardarsi smarriti attorno con l'amarezza di chi riceve un atto proditorio da parte del padre che si deve prendere cura, proteggere e sostenere i propri figli».

«Dall’ambone - prosegue le missiva, inviata per conoscenza anche a tutte le altre autorità ecclesiastiche - luogo santo della parola di Dio, abbiamo ascoltato, invece, parole umane distaccate, di mestiere, a doppio fine, mirate a giustificare una scelta inusitata e inopportuna sul sacerdozio di don Fabrizio e sul valore della nostra parrocchia, con successive motivazioni ingiustificate».

La comunità santateresina ha invitato monsignor Accolla «a riconsiderare la decisione presa in un'ottica di promozione umana e spirituale, da padre sincero e tenero che non è tenuto a prendere provvedimenti a discapito di qualcuno e a vantaggio di altri».

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