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Messina

Parroco-"palazzinaro" nei guai: abusivo il "Parco Divina Misericordia"

Di Andrea Rifatto

Santa Teresa di Riva (Messina) - «Questa opera è stata voluta da Dio e il nostro meraviglioso Padre dal Cielo continuerà a benedirla e non permetterà ad alcuno di profanare una Sua proprietà! Chi volesse combattere contro Dio, stia attento! Molto attento!». Parole che risuonano minacciose, pronunciate da uno dei tanti seguaci di padre Francesco Broccio, parroco 46enne di Messina, che da diversi anni diffonde il Verbo nei comuni della fascia jonica, attualmente nelle frazioni di Savoca.

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Padre Broccio, è finito in un vortice di polemiche, tra chi lo difende a spada tratta e chi lo accusa di essere uno speculatore, per via di una quantità abnorme di abusi edilizi contestatigli dal Comune di S. Teresa di Riva, che dopo un esposto di un privato al Genio civile gli ha ordinato la demolizione di cinque fabbricati, per un totale di 3mila metri cubi, realizzati sulla collina del paese in quello che ha chiamato il “Parco della Divina Misericordia”, struttura dove ha sede la “Fraternità Carismatica Gesù confido in Te”, associazione di fedeli guidati da padre Broccio dove si promuove la “carismaticità”, ossia si incoraggia e si insegna l’esercizio dei carismi. In quel parco arrivano settimanalmente fedeli da tutta la Sicilia: «Io so chi è padre Francesco e cosa rappresenti quel luogo per chi crede ed è per questo che ho scelto - commenta una seguace in sua difesa - e sceglierei altre mille volte di sostenerlo, perché con i miei occhi ho visto miracoli e prodigi compiersi in quel luogo Santo».

Ma la maggior parte di quelle strutture, in particolare l’edificio di culto, sono abusive. Per divulgare la legge di Dio è stata violata quella degli uomini. Don Francesco Broccio, dopo aver acquistato nel 2012 quell’area con una struttura allo stato rustico, si è infatti limitato a chiedere un’autorizzazione edilizia per piccole opere iniziando invece a costruire fabbricati in cemento armato e acciaio, tra seminterrati, chiesa, locali tecnici e altre strutture annesse, senza alcuna concessione edilizia e in violazione al Programma di Fabbricazione. Al catasto, ovviamente, non vi è traccia di nulla ad esclusione del rustico, da lui completato e adibito ad abitazione e foresteria e ancora registrato come in corso di costruzione. Dunque quelle strutture sarebbero sconosciute al Comune anche ai fini dell’applicazione delle imposte ed è strano che nessun controllo incrociato abbia permesso di scoprirlo.

L’esistenza del “Parco della Divina Misericordia” era nota a tutti, compresi amministratori locali (come l’attuale sindaco di Santa Teresa di Riva e deputato Ars Danilo Lo Giudice) che lì ci sono stati più volte, tanto che l’ex sindaco Cateno De Luca, oggi primo cittadino di Messina, definì nel 2016 il Parco «testimonianza del tuo (di Broccio, ndr) tangibile servizio alla comunità di Dio».

L’ordinanza di demolizione (contro cui padre Broccio potrà fare ricorso al Tar o alla Regione) è finita in Procura. Se non sarà eseguita entro 90 giorni le strutture passeranno al patrimonio comunale. «Non penso di essere uno speculatore, sono solo cattiverie - si difende il sacerdote carismatico - ho fatto un luogo di culto, ho chiesto come potevo farlo e mi è stato suggerito qualcosa e negato qualcos’altro. Mi assumo la responsabilità». Poi va all’attacco, denunciando come in paese vi siano molti abusi edilizi: «Se l’esposto è stato fatto per padre Broccio, allora padre Broccio lo può fare verso tutti gli altri. Se vale per me deve valere per tutti». «Il male vuole contrastare l’opera di Dio» commenta un’altra adepta. Vincerà il Tribunale di Dio o quello degli uomini?

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