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Messina

Croazia, il caicco dove è morto Vinci è ancora contaminato dal gas tossico

Di Redazione

ZAGABRIA L’aria nelle cabine dell’imbarcazione sulla quale ieri è morto per intossicazione il manager siciliano Eugenio Vinci è talmente contaminata che stamane due inquirenti che stanno conducendo le indagini hanno chiesto assistenza medica.
«Da stamattina agenti con maschere antigas e bombole di ossigeno continuano ad entrare nelle cabine, per uscire appena pochi minuti dopo», scrive la stampa croata, riprendendo testimonianze dei passanti sulla riva della cittadina di Hvar, sull'omonima isola dalmata, dove è ormeggiata la barca sulla quale ieri si è consumata la tragedia nella quale ha perso la vita Vinci e si sono intossicati altri cinque italiani. Un agente e un perito, che hanno lamentato malori, sono stati trasportati per precauzione in ambulanza nel vicino centro medico e ora stanno bene.

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La stampa croata scrive che la fonte del gas tossico, probabilmente monossido di carbonio, sarebbe il generatore a diesel.
L’imbarcazione in questione è un caicco a vela, denominato Atlantia, lungo 21 e largo 7 metri, che nelle cinque cabine può accogliere fino a dieci persone. La barca, costruita nel 1992 in Turchia e ristrutturata nel 2015, con base nel porto di Spalato, in Dalmazia, è di proprietà della ditta Atlantia Cruisng. Il titolare dell’azienda, Zoran Bauk, non ha voluto parlare con la stampa. I quattro membri dell’equipaggio non hanno mostrato sintomi di intossicazione ma sono in stato di shock. La barca era in offerta per noleggio nel picco dalla stagione turistica a 11.900 euro a settimana.

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