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Messina

Esplosione, la famiglia Costa segnata da altri lutti e tragedie

Di Redazione

BARCELLONA POZZO DI GOTTO (MESSINA) - Una famiglia flagellata da incidenti e lutti legati al mestiere di produttore di articoli pirotecnici quella di Vito Costa la cui fabbrica di fuochi d’artificio è saltata in aria ieri provocando la morte della moglie, di 4 operai di una ditta esterna che stavano effettuando lavori per la messa in sicurezza, e il ferimento del figlio Bartolomeo Nino che è in gravi condizioni in ospedale a Palermo. La fabbrica «Pirotecnica Vito Costa e figli» era nata agli inizi del '900. Fino a 20 anni fa l’azienda era intestata al fratello di Vito, Nicola, che la gestiva con la famiglia. La notte tra il 17 e il 18 agosto 1998 i sei edifici che costituivano la fabbrica, al centro di un appezzamento di terreno di circa 2 ettari, vennero distrutti da un’esplosione. Fortunatamente nell’azienda non c'era nessuno.

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Il boato, così come ieri, venne avvertito nei comuni vicini e i frammenti dei muri perimetrali furono scagliati a centinaia di metri di distanza. Alcuni giorni dopo un furgone della ditta carico di materiale pirico esplose nel comune di San Pier Niceto (Me): morì un operaio e rimase ferito il figlio di Nicola Costa, Antonino, che però non sopravvisse morendo alcuni giorni dopo in ospedale. Anche la moglie di quest’ultimo rimase ustionata a un braccio. Dopo questi incidenti l’azienda venne ricostruita e la gestione passò al fratello di Nicola, Vito, anche per problemi di autorizzazioni. Ieri la nuova esplosione e la tragedia che ha sconvolto la comunità di Barcellona Pozzo di Gotto.

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