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Messina

Viviana e Gioele, sindaco di Motta d'Affermo difende "Piramide 38° parallelo"

Di Redazione

MESSINA - «Una informazione fuorviante ha tentato di sporcare e mistificare un luogo di universale bellezza come la contrada Belvedere dove è stata installata la Piramide 38° parallelo, che non è un’opera mistica, ma una delle più grandi strutture architettoniche riconosciute a livello internazionale del maestro Mauro Staccioli».

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Lo afferma il sindaco di Motta D’Affermo, Sebastiano Adamo, sottolineando che l'opera è stata «voluta fortemente dal mecenate Antonio Presti, realizzata tra il 2008 e il 2009 con la collaborazione del Comune». Tutta la comunità, spiega il sindaco, respinge decisamente «ogni illazione giornalistica volta a creare il sospetto, in forma velata o esplicita, su utilizzazioni o su frequentazioni della scultura La «Piramide 38° Parallelo» in ambito di speculazioni esoteriche e di pratiche occultistiche». Il riferimento è alla supposizione che Viviana Parisi, la mamma trovata cadavere ai piedi di un traliccio a Caronia, si stesse recando in quella località, perchè colta da una crisi mistica, insieme al figlioletto Gioele, i cui resti sono stati trovati successivamente sempre nelle zone boschive di Caronia.

"Sosteniamo l’operato e condividiamo i valori etici ed estetici del mecenate Antonio Presti - aggiunge il sindaco - che quotidianamente si spende nella promozione culturale e sociale del territorio della Valle dell’Halaesa e in altre meritorie iniziative artistiche finalizzate ad apprezzare la «Bellezza» in tutte le sue forme. Il Comune si riserva di «intraprendere ogni azione legale a salvaguardia dell’immagine e del prestigio dello stesso e del territorio tutto, qualora illazioni e affermazioni non veritiere, come quelle già diffuse da parte di testate giornalistiche, dovessero continuare a ledere, con manifesta tendenziosità, il valore e la bellezza della storia del Paese, importante come «Fiumara D’Arte» e quindi lo sviluppo turistico culturale del medesimo e del territorio». 

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