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Messina

Giardini, la palestra rimane un'«incompiuta»

Di Francesca Gullotta

GIARDINI - Torna alla ribalta la questione riguardante la palestra di Calcarone, rimasta ormai da tempo immemore un enorme «scatolone vuoto» e mai completata. L’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Nello Lo Turco, dopo numerosi tentativi andati a vuoto, ha deciso di adire le vie legali e cercare di risolvere giuridicamente l’infinita «telenovela» iniziata nel lontano 2003 e ad oggi non conclusa. Nei giorni scorsi, la Giunta, riunitasi sotto la presidenza del vicesindaco, Carmelo Giardina, ha approvato la delibera relativa alla nomina di un legale per curare l’attività stragiudiziale, la rappresentanza legale in giudizio, conferendo l’incarico per la promozione di azione giudiziaria derivante da inadempimento degli obblighi contrattuali.

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Tutti gli incartamenti riguardanti la storia della struttura sportiva sono stati dunque consegnati all’avv. Salvatore Gentile, che si occuperà di portare a buon fine la vicenda burocraticamente, in modo tale che il bene, così come previsto, venga ultimato e consegnato alla collettività.

 

L’avv. Gentile avrà il compito di dirimere un iter complesso e delicato iniziato nel 2003, quando la Giunta dell’epoca approvò un piano di lottizzazione per la realizzazione di un complesso residenziale stipulando una convenzione con la ditta appaltatrice, che prevedeva la cessione al Comune di un’area della superficie di 1.292,55 metri quadrati da destinare ad urbanizzazione secondaria oltre le aree da destinare a parcheggio (294 mq) e verde attrezzato (526,45 mq). L’anno dopo alla ditta costruttrice ne subentrò un’altra che propose all’Amministrazione l’eventuale realizzazione di un’area di interesse pubblico a scomputo delle rimanenti quote degli oneri concessori, optando per la costruzione di una palestra ad uso scolastico di cui il Comune sarebbe stato beneficiario. Nel frattempo, le villette vennero completate e vendute, si iniziò a realizzare lo scheletro della palestra, ma a distanza di oltre un decennio non fu mai ultimata né tantomeno consegnata all’Ente giardinese così come era stato concordato.

 

Nella precedente legislatura, l’allora assessore Salvatore Bosco si era fatto carico di richiamare la ditta al dovere per completare i lavori, che per un periodo limitato ripresero, ma dopo questa breve parentesi, nulla più. Quindi la presa di posizione dell’attuale Amministrazione che, verificata l’impossibilità di concludere la vicenda bonariamente è stata costretta ad adire le vie legali.

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