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Messina

L'area portuale di Schisò resta nel degrado

Di Francesca Gullotta

Giardini (Messina) - La baia di Schisò è incastonata come un gioiello nel paesaggio che la circonda, dominata sullo sfondo dall’Etna. Considerata la porta d’ingresso della città da parte dei suoi fondatori greci, è certamente uno degli angoli più caratteristici di Giardini, dove natura e cultura si intrecciano, ancora oggi, in un connubio unico. La zona è particolarmente frequentata dai turisti per la passeggiata, dai crocieristi che vi sbarcano, dai pescatori che qui svolgono la loro attività lavorativa e anche da coloro i quali della pesca ne fanno diletto. Anche in vista del G7 l’area portuale sarà uno dei punti strategici su cui puntare insieme al Parco archeologico ubicato ad una manciata di metri dalla banchina. Sembra infatti che la rada sarà un punto di appoggio per le navi militari delle Grandi potenze che parteciperanno al vertice. E i giornalisti di tutto il mondo e le delegazioni presenti che saranno ospitati nelle varie strutture alberghiere giardinesi vi trascorreranno parte del loro tempo in città.

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Ma Giardini non sembra sia pronta a questo: la lista degli interventi di arredo urbano e verde pubblico da attuare, necessari a rendere più accogliente e decoroso il territorio, è ancora bianca, soprattutto per quanto concerne la parte riguardante la programmazione e i finanziamenti. Nei mesi scorsi, in occasione del «Street Art Festival» e proprio in vista del G7, per dare il benvenuto a coloro i quali raggiungeranno la città dal mare, il duo «Blaqk», formato dagli artisti greci Simek e Greg Papagrigoriou, cittadini di Calcide in Eubea (la stessa città da cui proveniva parte dei colonizzatori che, nel 734 a. C. fondarono Naxos), hanno realizzato un’opera proprio sul muro che sovrasta il molo «ispirata alla colata lavica preistorica - spiega il direttore artistico di “Emergence Festival”, Giuseppe Stagnitta - ricordata dai “Blaqk” con la scelta del colore nero usato per tracciare forme astratte su uno sfondo bianco che fa risaltare il nero della lava e rende lieve il cemento del muraglione». Ma questo certamente non basta. Bisognerebbe intervenire sull’intera zona, ripristinare la pavimentazione, sostituire la ringhiera arrugginita, ritinteggiare tutte le parti di ferro che circondano l’approdo, collocare panchine e contenitori per i rifiuti, piantumare fiori. Ma chi provvederà a tutto ciò? Il Comune pare non disponga di fondi da destinare a queste opere e da parte della macchina organizzativa del G7 non è ancora arrivato alcun tipo di stanziamento, rischiando di arrivare impreparati al grande evento.

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