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Coronavirus, primo cittadino spagnolo positivo al test a Barcellona

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Coronavirus, primo cittadino spagnolo positivo al test a Barcellona

Di Redazione

ROMA - Primo cittadino spagnolo positivo al test del coronavirus a Barcellona, in Spagna. Il Dipartimento di Salut della Generalitat ha confermato il primo caso in Catalogna. Lo scrive la Vanguardia. Si tratta del quarto caso di Covid-19 confermato in Spagna dopo i due segnalati alle Canarie e uno a Maiorca, tutti stranieri. Attivato il protocollo sanitario per l’uomo che, residente a Barcellona, aveva viaggiato negli ultimi giorni nel nord Italia. Il National Center for Microbiology eseguirà il secondo test di conferma nelle prossime ore. Nel caso di Barcellona si tratta di una donna italiana di 36 anni residente in Spagna. Lo
riportano i media spagnoli spiegando che la donna, appena rientrata da un viaggio in Italia tra Bergamo e Milano, ieri si era recata all’ospedale catalano con alcuni sintomi.

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Il governo spagnolo ha chiesto alla popolazione di affrontare con tranquillità la crisi del coronavirus e ha assicurato che agirà con «moderazione, proporzionalità e trasparenza» offrendo ai cittadini informazioni mediche e tecniche corrette in ogni momento. Il primo caso di coronavirus, rilevato sull'isola di La Gomera, è stato confermato il primo febbraio. Si tratta di un cittadino tedesco che era stato in contatto, in Baviera, con un collega che a sua volta era stato infettato da un dipendente che aveva contratto il virus a Wuhan. Il tedesco è stato isolato presso l’Ospedale Nuestra Señora de Guadalupe di La Gomera (Canarie) mentre diverse persone sono state messe sotto osservazione, anche se non manifestavano i sintomi del virus.
A Palma di Maiorca, invece, il secondo caso è stato confermato il 10 febbraio. Si tratta di un cittadino britannico, residente a Maiorca con la sua famiglia, che è tornato il 29 gennaio da una gita sulle Alpi francesi dove probabilmente ha contratto il virus. Arrivato in Spagna è stato messo in isolamento presso l’ospedale di Son Espases.

Il terzo caso è quello del medico italiano, proveniente dalla Lombardia, che è stato ricoverato presso l’ospedale universitario Nuestra Señora de La Candelaria, a Santa Cruz de Tenerife, isolato dal resto dei pazienti e sotto stretto controllo sanitario. Secondo il Diario de Avisos, circa mille persone dell’albergo (l'H10 Costa Adeje Palace) dove ha soggiornato l’italiano sono stati messi in quarantena o, per meglio dire, sotto sorveglianza delle autorità.

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