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Jill Biden la prima first lady dal sangue siciliano

Di Redazione

Washington Gaetano Giacoppa, appena sbarcato ad Ellis Island dalla Sicilia, anglicizzò il suo nome, come facevano allora tanti italiani, in Jacobs. Ora la nipote, Jill Jacobs Biden, è diventata la prima first lady italoamericana della storia degli Stati Uniti. «Gli italoamericani democratici sono molto orgogliosi per il fatto che potremmo avere una first lady di origine italiana», ha detto all’Adnkronos Art Gajarsa, presidente del Italian American Democratic Leadership Council (Iadlc), la «voce degli italoamericani» all’interno del Partito democratico. Anzi, Jill Bidem ha sangue siciliano, perché il nonno sarebbe originario di Gesso, vicino Messina.
Ed ovviamente, ogni quattro anni, a mobilitare il voto delle comunità italoamericane a favore del candidato dem alla presidenza. Ma quest’anno c'è appunto un motivo in più per mobilitare l’elettorato italoamericano, spiega ancora Gajarsa, che è un giudice federale di Corte d’appello in pensione, perché il fatto di poter avere, per la prima volta, una first lady italoamericana è una «cosa importante per molte persone, un riconoscimento per la comunità e ci stiamo impegnando per ottenerlo».
Nonostante la pandemia che impedisce le normali attività di campagna elettorale, il Council ha organizzato eventi digitali: «stiamo imparando nuovi modi di operare, in remoto, è importante che le persone riconoscano che siamo in una nuova era», afferma. Gajarsa sottolinea poi come l’ex vice presidente Biden sia apprezzato dalla comunità italoamericana perché «riconosce l'importanza della diversity nel nostro grande Paese e vuole che le minoranze venga inserite nel multiforme tessuto degli Stati Uniti». La comunità italoamericana «ora è molto forte politicamente e per altri aspetti ora dimostra la sua capacità di dimostrare in modo finanziario e per peso elettorale», sottolinea ancora Gajarsa ricordando gli esponenti politici di spicco americani di origine italiana.
Ma nonostante questo avvengono episodi come quello denunciato nei giorni scorsi dal Council - che dal 1991 è impegnato in ogni ciclo elettorale americano a sostenere candidati democratici di origine italiana - del candidato italoamericano in Pennsylvania attaccato in uno spot dall’avversario repubblicano per il suo nome italiano, Eugene DePasquale, «difficile da pronunciare». Un attacco che sembra portare la politica americana indietro nel tempo, quando appunto il nonno di Jill Biden era costretto ad anglicizzare il suo nome. «Sono sporchi giochi politici», liquida l’anziano giudice che ha condannato come «spregevoli e non americani» questi spot. «Siamo una nazione di immigrati - ha affermato- Italoamericani ed americani di ogni origine etnica hanno diritto al rispetto e non alla derisione».

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