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Mazzette in cambio di forniture sanitarie, a Palermo due noti chirurghi indagati (e sospesi) per corruzione

Avrebbero fatto un patto corruttivo su due gare per le forniture negli ospedali della Sicilia occidentale

03 Aprile 2025, 12:02

medici1

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La squadra mobile di Palermo, su delega della Procura, ha notificato una serie di misure cautelari e interdittive a due medici, Giuseppe Migliore di 50 anni, noto cardiochirurgo all’ospedale Villa Sofia, e Francesco Talarico, 70 anni, chirurgo vascolare oggi in pensione ma con una consulenza all’ospedale Civico, a due imprenditori nel settore forniture sanitarie, Giovanni e Carmen Sorrentino di 56 e 52 anni e al funzionario amministrativo del Civico Giuseppe Salamone di 61 anni.

Per il medico Talarico, i due imprenditori e il funzionario amministrativo il gip ha disposto l’obbligo di presentazione alla pg; a Talarico, come al collega Migliore, e al funzionario amministrativo è stata imposta anche la sospensione dai pubblici uffici. Per gli imprenditori il gip ha deciso invece il divieto di ricoprire ruoli direttivi e di contrattare con la pubblica amministrazione per un anno.

Secondo le indagini, coordinate dal procuratore Maurizio de Lucia, dall’aggiunto Paolo Guido e dai pm Francesca Mazzocco e Andrea Zoppi, ci sarebbe stato un patto corruttivo tra gli imprenditori, il funzionario amministrativo e i due medici su due gare per le forniture nelle aziende sanitarie e negli ospedali della Sicilia occidentale. Dietro il pagamento dei soldi gli indagati avrebbero condizionato la scelta dei prodotti sanitari da utilizzare nelle rispettive aziende ospedaliere. I pm avevano chiesto l’arresto.