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Il caso a Enna

Aziende agricole senz’acqua, sollecitato l'intervento del prefetto Ippolito

Gli abitanti di cinque contrade lamentano disservizi dal Consorzio di bonifica e nonostante le segnalazioni già effettuate non è avvenuto un tempestivo ripristino del servizio: adesso chiedono anche risarcimenti

25 Novembre 2025, 06:00

Aziende agricole senz’acqua, sollecitato l'intervento del prefetto Ippolito

Gli abitanti delle zone rurali ennesi che lamentano la penuria idrica

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Manca l’acqua nelle contrade Calderai, Rossi,Mulinello, Gelsi, Berardi Giannacca di Enna e gli utenti delle zone chiedono l'intervento urgente con una leggera l’intervento del prefetto Maria Carolina Ippolito e del sindaco Maurizio Dipietro per risolvere il problema.
Gli utenti delle contrade, sia residenti che proprietari agricoli, nella lettera segnalano che «da tempo si registrano una prolungata e grave mancanza di acqua nelle aree a cui erogazione idrica nel territorio è di competenza del Consorzio di bonifica 6. Nonostante le segnalazioni già effettuate, non è stato riscontrato un tempestivo ripristino del servizio idrico né è stata fornita una comunicazione adeguata sulle cause del disservizio e sui tempi di soluzione».
Ancora, ricordano che gli oneri di gestione, manutenzione e distribuzione delle risorse idriche nelle aree di competenza spettano «al Consorzio di bonifica 6 di Enna» e che loro hanno «regolarmente adempiuto ai pagamenti dei contributi consortili, senza ricevere il servizio dovuto arrecando ingenti danni alle aziende agro/zootecniche e alla qualità della vita dei residenti».

«Le aziende zootecniche per garantire l’abbeveramento degli animali - recita ancora la lettera al prefetto ed al sindaco - sono costrette a recarsi a proprie spese alla diga Nicoletti per prelevare l’acqua, affrontando costi aggiuntivi rilevanti». Per queste ragioni chiedono di intervenire con urgenza sul Consorzio di bonifica 6 «affinché venga immediatamente ripristinata la fornitura dell'acqua nelle zone interessate», e «di attivare verifiche ispettive e tecniche volte ad accertare le cause della mancata distribuzione idrica e a disporre gli interventi di manutenzione e miglioramento necessari per rendere pienamente efficiente la rete di distribuzione».
Tra le istanze avanzate anche quella di richiedere al «Consorzio una comunicazione ufficiale e dettagliata sulla situazione attuale e sui tempi certi di risoluzione» e di «adottare, se necessario, misure straordinarie di emergenza, incluse forniture alternative temporanee» oltre che «di valutare eventuali responsabilità per la mancata erogazione del servizio pubblico», e «di tutelare i cittadini e gli agricoltori anche sul piano economico, richiedendo al Consorzio forme di ristoro, esenzione o riduzione dei contributi consortili».