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Caltanissetta

"Investire per fare la città dei diritti, della cooperazione, della bellezza": le proposte di Vagginelli (Pd) per rilanciare l'economia locale

Il consigliere comunale di opposizione, prendendo spunto dalle inchieste de "La Sicilia", avanza delle riflessioni anche sullo smarrimento collettivo dell’identità nissena e su come valorizzare il tessuto urbano

Enrico De Cristoforo

08 Gennaio 2026, 17:20

"Investire per fare la città dei diritti, della cooperazione, della bellezza": le proposte di Vagginelli (Pd) per rilanciare l'economia locale

Carlo Vagginelli, esponente del Pd e consigliere comunale di Caltanissetta

Dal consigliere comunale del Pd, Carlo Vagginelli, arriva al quotidiano "La Sicilia" un ulteriore approfondimento sulle condizioni di Caltanissetta, con interessanti spunti di riflessione. Un intervento che segue le inchieste avviate nelle ultime settimane dal quotidiano, e che hanno suscitato condivisione alimentando il dibattito politico e cittadino. "Il vostro giornale La Sicilia - dice Vagginelli - ha aperto il nuovo anno con un’acuta e amara analisi su Caltanissetta, brillantemente associata alla protagonista del dramma sansecondiano «La bella addormentata»: una donna vittima inerme di abusi e sfruttamento. Ciò che colpisce è la lucidità dell’analisi da voi compiuta". 
Il consigliere prosegue: "Da tempo sostengo che il declino di Caltanissetta presenti tre volti, inquietanti e minacciosi. Il primo è la contrazione demografica. Un dato non nuovo, che si inserisce in una dinamica nazionale e che trova le sue cause nella diminuzione delle nascite e nella crescita delle aspettative di vita, con l’aumento dell’indice di anzianità. A Caltanissetta, però, questo dato è aggravato dall’altissimo tasso di emigrazione: tra il 2021 e il 2023 sono 3731 le persone che hanno lasciato la nostra città per trasferirsi altrove, per lavoro o studio. Questo mutamento demografico ha gravi conseguenze: la diminuzione delle risorse pubbliche destinate al nostro territorio, la contrazione del tessuto produttivo e del volume di reddito prodotto, il crollo del valore degli immobili, l’assenza di innovazione sociale".

"Il secondo volto di questo declino è la disuguaglianza sociale - dice ancora Vagginelli -I bassi salari, l’alto tasso di disoccupazione giovanile e femminile, la dispersione scolastica e l’insuccesso formativo, come anche il grandissimo numero di giovani che non studiano e lavorano indicano che a Caltanissetta esiste un’emergenza di disuguaglianza sociale. Disuguaglianza tra Caltanissetta, la Sicilia e il Mezzogiorno da un lato e il resto del Paese dall’altro, ma anche disuguaglianza dentro la città, tra chi vive nelle nuove zone residenziali e chi abita nei quartieri più degradati, tra chi può ricorrere a cure mediche private e chi non può farlo, tra chi può pagare la retta di un nido privato e chi no, tra chi può permettersi di rifiutare un lavoro mal pagato e privo di tutele e chi non può farlo. Il terzo volto della crisi di Caltanissetta è lo smarrimento della sua identità produttiva, politica e culturale. Dalla chiusura delle miniere la città non è più riuscita a darsi una stabile e duratura vocazione economica, adottando palliativi che in alcuni casi sono stati peggiori del male da affrontare. Sul piano politico, poi, Caltanissetta ha progressivamente perso i vantaggi derivanti dalla sua qualità di capoluogo e dalla sua centralità geografica, non riuscendo a trasformare tali caratteristiche in un fattore attrattivo".
"Dal punto di vista culturale - spiega l'esponente del Pd nisseno - questo smarrimento dell’identità nissena si è tradotto nella perdita della memoria collettiva, nella scomparsa di tradizioni, nell’abbandono del centro storico della città e del suo patrimonio archeologico, artistico e paesaggistico, nell’impoverimento del dibattito pubblico. A mio giudizio, però, la responsabilità del declino di Caltanissetta non può quindi essere attribuita a una sola parte politica, men che meno a un sindaco che ha iniziato a svolgere il suo ruolo da un anno e mezzo. Da consigliere comunale d’opposizione, però, rimprovero a questa amministrazione di non aver fatto nulla per aggredire realmente i tre volti della crisi di Caltanissetta e per provare a fermarne il declino.
Per rendersene conto è possibile analizzare il parco progetti che la Giunta Tesauro intende finanziare con le risorse del Pr Fesr 2021-2027. Dei circa 20 milioni di euro destinati al Comune di Caltanissetta solamente 5 saranno destinati a un intervento potenzialmente capace di favorire lo sviluppo del territorio: l’acquisto dell’edificio della Banca d’Italia di corso Umberto e la sua trasformazione in sede universitaria. La parte prevalente di queste risorse, invece, verrà utilizzata per opere importanti, ma che dovrebbero rientrare nell’ambito della ordinaria amministrazione e non in quello degli investimenti strutturali: l’asfaltatura di alcune strade, la riqualificazione di Villa Amedeo, l’adeguamento dell’illuminazione pubblica e la manutenzione di alcuni istituti scolastici. Nulla è previsto, invece, per il polo fieristico e logistico di Xirbi, che, se realizzato, potrebbe offrire ai produttori agricoli di tutta la Sicilia un luogo per la trasformazione e la commercializzazione delle loro produzioni d’eccellenza.
Un altro esempio che dimostra la carenza di mordente di questa amministrazione è rappresentato dalla questione università: il Comune di Caltanissetta ha subito senza far nulla la sospensione delle attività del suo Consorzio universitario, dovute alla mancata nomina del suo presidente e non sembra avere alcuna voce in capitolo né sulla trasformazione dell’ex ospedale Vittorio Emanuele quale sede universitaria, né sulla clinicizzazione dei reparti del Sant’Elia, tema centrale nella campagna elettorale del sindaco ed oggi scomparso dal dibattito pubblico. Un ultimo esempio si può trovare nelle politiche per la cultura, segnate da carenza di risorse, da una gestione del Teatro Margherita poco ambiziosa e dall’assenza di qualsiasi progettazione".
Carlo Vagginelli precisa: "Chi fa politica, però, ha il dovere di indicare una prospettiva, non fermandosi alla critica e alla denuncia. Per questo riprendo un passaggio della riflessione su «La Sicilia»: dopo l’ambizioso e incompiuto progetto di Caltanissetta città dei servizi, quale strategia si può mettere in campo? Vorrei sinteticamente indicare tre spunti di riflessione: 1) Fare di Caltanissetta la città dei diritti; per questo occorre investire sull’istruzione, a partire da quella prescolare, sulla tutela della salute, sul trasporto pubblico, su servizi pubblici degni di questo nome, sull’integrazione culturale e sul dialogo con le tante persone con retroterra migratorio presenti nella nostra città. 2) Fare di Caltanissetta la città della cooperazione, lavorando alla costruzione di reti tra operatori economici, tra imprese e lavoratori, tra realtà sociali e del terzo settore, ma anche tra la nostra città e la Sicilia centro meridionale. 3) Fare di Caltanissetta la città della bellezza, valorizzando il nostro patrimonio culturale, paesaggistico e naturalistico, ma anche ridisegnando il nostro tessuto urbano secondo la filosofia del rammendo prospettata dall’architetto Renzo Piano".
"Nel mio piccolo - conclude il consigliere d'opposizione - sto proponendo la costituzione di un distretto commerciale urbano per favorire la cooperazione tra amministrazione e operatori del settore, in un quadro segnato dalla drammatica situazione del commercio locale recentemente denunciata da alcuni commercianti del nostro centro storico. Insomma, è anche con queste considerazioni che voglio rispondere positivamente all’appello de «La Sicilia» all’impegno e alla mobilitazione, a nome del Partito democratico di Caltanissetta, che nel corso di questi anni, con il suo segretario Giancarlo La Rocca, prematuramente scomparso, ha lungamente lavorato per una prospettiva di rinascita della nostra città, luogo in cui - per dirla con Stefano Benni - siamo chiamati a sperare, ogni istante del giorno".