Saracinesche abbassate
L'allarme di Confimprenditori: «Commercio e artigianato sono sempre più in crisi»
Tanti i locali che non vengono affittati soprattutto nelle vie dello shopping. Il direttore Alessandro Allegra: «Serve visione comune»
Da un lato c’è la voglia di ripartire, di mettersi alle spalle una crisi che ha toccato larghe parti di commercio ed artigianato. Dall’altro l’economia di Messina e provincia fa fatica a muoversi in un crinale delicato, sospesa tra difficoltà strutturali e segnali di resilienza che arrivano soprattutto dal tessuto delle piccole imprese, del commercio di prossimità e dell’artigianato locale.
In un report di Confesercenti riferito al 2024, a Messina, si è registrata una apertura di attività ogni tre chiuse. Il dato peggiore degli ultimi dieci anni. L’ultimo allarme è lanciato da Confimpreditori Messina e dal suo direttore Alessandro Allegra a cavallo tra il periodo natalizio e quello del saldi invernale, solitamente propizi entrambi per le vendite.
«A Messina e nei comuni della provincia il sistema produttivo è ancora in gran parte basato su microimprese, spesso a conduzione familiare, che rappresentano il cuore pulsante dell’economia reale ma anche il segmento più esposto alle incertezze del mercato – sottolinea Allegra -. Negli ultimi anni, il comparto del commercio tradizionale ha subito una forte contrazione, dovuta alla concorrenza della grande distribuzione, all’avanzata dell’e-commerce e ai mutamenti delle abitudini di consumo».
Non è un caso, come evidenzia Confimprenditori ma come è sotto gli occhi di tutti, che le vie storiche dello shopping messinese (da via Garibaldi al viale San Martino) mostrano sempre più serrande abbassate e locali sfitti, segno di una crisi che non è solo economica, ma anche sociale e urbana.
«Tuttavia – continua Allegra - proprio in questo scenario, si osserva una crescente volontà di rilancio attraverso formule innovative: piccoli consorzi di esercenti, iniziative di valorizzazione dei centri storici, eventi promozionali e collaborazioni con le associazioni di categoria stanno restituendo vitalità a molti quartieri». Sul fronte dell’artigianato, ci sono mestieri spesso tramandati di generazione in generazione, come il lavoro del legno, della ceramica o del ferro battuto, che rappresentano un patrimonio culturale e identitario. «Meriterebbero maggiore sostegno istituzionale – avverte – perché le criticità non mancano: costi energetici elevati, difficoltà di accesso al credito, carenza di manodopera qualificata e burocrazia pesante continuano a frenare la competitività delle botteghe e dei laboratori artigiani».
Per Confimprenditori è necessario rafforzare il dialogo tra istituzioni. «Serve – conclude Allegra -una visione comune, che rimetta al centro il lavoro, la dignità delle imprese e il futuro dei giovani»