L'inchiesta sui foni europei
Fondi Ue come 'bancomat': ex preside dello Zen rinviata a giudizio, patteggiamento respinto
In udienza preliminare a Palermo, oggi, il gip Turturici ha rigettato la richiesta per "pena incongrua" e ha rinviato a giudizio dieci persone
Una pena «incongrua» rispetto al disvalore dei fatti. Con questa motivazione in udienza preliminare a Palermo, il giudice Walter Turturici ha rigettato la richiesta di patteggiamento per la ex preside dello Zen, Daniele Lo Verde e altri 4, mentre ha rinviato a giudizio 10 persone tra insegnanti, tutor e collaboratori scolastici della scuola Falcone dello Zen.
Si tratta di un secondo filone d'inchiesta che ha riguardato i corsi fantasma: “Ci metto a tutti presente e vaffanculo?”.Questa è una delle intercettazioni che hanno inchiodato gli indagati. I corsi, secondo l'accusa, sarebbero stati disertati dagli studenti e per garantire lo stesso i compensi da 500 a 3.900 euro.
Il gip ha respinto la richiesta di patteggiamento anche per anche per Silvana Agugliaro, Alida Ippolito e Calogera Ognibene.
Nota per il suo impegno antimafia, Lo Verde, insignita del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica, preside dell’istituto comprensivo "Giovanni Falcone", è stata arrestata nel 2023, in seguito ad un'inchiesta della procura Europea di Palermo (Eppo), magistrati Gery Ferrara ricostruito un sistema di gestione della scuola che ha svelato – questa è la ricostruzione dell'accusa – come la preside gestisse i fondi europei destinati alla scuola e al contrasto della dispersione scolastica come un bancomat personale. Generi alimentari destinati alla mensa scolastica e dispositivi elettronici (tablet e computer) comprati con i fondi Ue venivano sistematicamente portati a casa dalla preside. In una delle intercettazioni più celebri, la Lo Verde veniva sorpresa a rassicurare la figlia sul fatto che il cibo per la cena non mancasse, poiché prelevato direttamente dalla dispensa della scuola. Per giustificare la spesa dei fondi europei, venivano poi falsificate le firme di presenza degli alunni ai corsi extra-scolastici.
Rinviati a giudizio in dieci, i nomi: Grazia Godino, nata a Mazara del Vallo nel 1966, seguita dai palermitani Rosalia Farina e Giovanna Trapani, entrambe nate nel 1969. Poi ancora Giuseppe De Luca, nato a Napoli nel 1972, e Alessio Carmine Cacciato, nato a Milano nel 1979. Coetaneo di quest'ultimo è il palermitano Antonino Cuccia, anche lui classe 1979.
Il decreto include infine Rosalba Pizzolato, nata a Carini nel 1977, Gloria Lo Greco (classe 1989), Dorotea Francavilla e Domenico Montalto, entrambi nati nel 1990.
La procura europea negli scorsi giorni aveva chiesto l'arresto di altre 16 persone. Il metodo usato nella scuola dello Zen era stato applicato anche in altre regioni e in un università illustri come la Federico II di Napoli.