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12 aprile 2026 - Aggiornato alle 14:52
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Attualità

Restauro acrobatico, conclusi i lavori di ripristino del tetto del duomo di San Giorgio a Modica

Era stato il parroco a segnalare il pessimo stato di conservazione di questa parte del celebre edificio di culto

12 Aprile 2026, 11:41

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Restauro acrobatico, conclusi i lavori di ripristino del tetto del duomo di San Giorgio a Modica

L'intervento su una parte del tetto

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Completato in tempi record il ripristino strutturale del tetto della chiesa di San Giorgio a Modica: il cantiere, affidato lo scorso gennaio, si è chiuso ieri, giusto in tempo per le celebrazioni dell’annuale festa che richiama decine di migliaia di fedeli.

L’intervento si è reso urgente dopo la segnalazione del parroco, padre Michele Fidone, che aveva denunciato il grave degrado della copertura, con rischio di crolli e pesanti infiltrazioni d’acqua a danno di stucchi e pareti interne del Duomo.

I lavori sono stati resi possibili da un emendamento promosso dall’onorevole Ignazio Abbate, che sottolinea:

"I lavori non erano più procrastinabili perché rischiavano di compromettere seriamente la tenuta strutturale di uno dei monumenti barocchi più famosi al mondo. Permanendo questa situazione sarebbero resi vani anche il restauro già fatto della cappella che ospita il simulacro del santo cavaliere nonché i 4 milioni di euro stanziati dai fondi Fsc 2021-2027 per il rifacimento degli stucchi e delle decorazioni interne. Voglio ringraziare ancora una volta padre Michele per aver segnalato tempestivamente la situazione, nonostante il suo recente insediamento. Ancora una volta un ottimo lavoro svolto in sinergia con la Sovrintendenza ai Beni Culturali della provincia di Ragusa. Sarebbe stato inutile, oltre che deleterio, ristrutturare l’interno della chiesa lasciando il tetto in queste condizioni. In ossequio al Codice di Conservazione dei Beni Culturali che prevede una compartecipazione tra Stato e Regione nella salvaguardia dei Beni culturali più importanti, continuiamo così l’opera di recupero e conservazione del nostro patrimonio storico, religioso e culturale che stiamo mettendo in campo per tanti luoghi sacri della nostra provincia".

L’opera mette in sicurezza uno dei simboli del barocco siciliano e tutela sia i restauri già eseguiti sia quelli finanziati dai fondi Fsc 2021-2027, in un quadro di collaborazione con la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Ragusa.