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L'indagine sui voti

Più 100 che 60 alla maturità: Calabria e Sicilia guidano il boom del Sud

Secondo l'indagine di Skuola.net sui risultati alla maturità le due regionei guidano la classifica dei voti, e risultano prime per i 100. In assoluto in tutto il Paese quasi il 10% dei diplomati ottiene il massimo, i 100 raddoppiano i 60 e l'ammissione agli esami resta il vero scoglio, con forti differenze regionali

10 Giugno 2026, 08:22

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Più 100 che 60 alla maturità: Calabria e Sicilia guidano il boom del Sud

Calabria e Sicilia hanno i voti della maturità più alti d'Italia, è quel che rivena un'indagine di Skuola.net sulla maturità. Secondo il sito dedicato alla Scuola, alla maturità i 100 doppiano i 60: più probabile, dunque, diplomarsi con il massimo che con il minimo.

Intanto il cuore dell'indagine del sito. Per poter partecipare all'esame, da qualche anno a questa parte, bisogna aver raggiunto la sufficienza in tutte le materie, condotta inclusa: il vero scoglio da affrontare è dunque l'ammissione: non a caso, nel 2025, ben il 3,5% degli studenti di quinto superiore non è stato ammesso alla Maturità. Le regioni con le maglie più strette in questa fase preliminare sono state la Sardegna (7,1%), la Liguria (5,0%) e il Trentino-Alto Adige (4,6%). Al contrario, gli scrutini si sono rivelati decisamente più clementi in Molise (2,6%), Campania, Valle d'Aosta e Veneto (2,9%). I dati, anche in questo senso, sono emblematici: la media nazionale di chi è stato bocciato durante l'esame dell'anno scorso, al termine delle prove, si è attestata a un microscopico 0,3%. In sintesi: le vittime dell'ammissione sono infinitamente di più di quelle delle commissioni. Peraltro, il grosso della selezione è già stata operato strada facendo: la dispersione scolastica attualmente investe l'8,2% di giovani tra i 18 e i 24 anni, che hanno lasciato la scuola prima di conseguire il diploma di Maturità. Tornando all'esame, i dati distruggono un altro falso mito rispetto alla difficoltà delle prove, rivelando che i voti alti sono numericamente superiori a quelli minimi. Nell'ultima tornata, coloro che si sono salvati in extremis diplomandosi con 60/100 sono stati appena il 4,9% a livello nazionale. Guardando, invece, alla vetta della classifica, le eccellenze abbondano: il 7,1% degli studenti ha ottenuto un rotondo 100 (senza lode). A questi si aggiunge un ulteriore 2,8% (pari a quasi 14 mila candidati) che ha conquistato il 100 e lode. Sommando queste due fasce, si scopre dunque che sfiora il 10% la quota di diplomati col massimo dei voti, una cifra esattamente doppia rispetto a chi si accontenta del 60. L'Esame di Stato premia la maggioranza dei ragazzi con votazioni medio-alte. Esaminando le performance sul territorio nazionale, emerge poi una spaccatura ormai consolidata: il Mezzogiorno si conferma la vera "fucina" dei cervelloni d'Italia.

Ma i studenti delle superiori più brillanti d'Italia, stando ai voti della maturità, sono al Sud, stando all'indagine di Skuola.net. La Calabria domina incontrastata la classifica delle eccellenze: non solo vanta la percentuale più alta di 100 e lode (6,1%), ma è anche la regione con il maggior numero di diplomati con 100 tondo (12,0%): in totale, quasi 1 maturando calabrese su 5 è arrivato al punteggio massimo. Subito dietro, per quanto riguarda i 100 senza lode, si piazzano la Sicilia (10,3%), la Puglia (9,9%) e la Campania (9,5%), affiancate da ottime performance anche in Basilicata (8,9%) e Molise (8,3%). Fuori dal Sud, merita una menzione l'Umbria, che si difende benissimo sia sui 100 (8,6%) sia sulle lodi (4,4%). Al contrario, il Nord della Penisola mostra un quadro di maggiore rigidità nelle valutazioni apicali. In Valle d'Aosta la lode è un miraggio (0,3%) e i 100 senza lode si fermano al 3,0%. Anche Lombardia (4,0% di 100), Piemonte (5,0%), Trentino-Alto Adige e Veneto (entrambi al 5,1%) registrano percentuali di voti massimi ben al di sotto della media nazionale. Inoltre, proprio nelle regioni settentrionali si concentra il maggior numero di studenti usciti con il "punteggio di sopravvivenza" (60/100): la maglia nera spetta alla Lombardia (6,8%), tallonata dalla Liguria (6,4%) e dal Veneto (6,0%).