Attualità
"Le attività commerciali dell'ex stazione degli autobus di via Zama a Ragusa sono con l'acqua alla gola"
Il consigliere comunale Firrincieli chiede all'amministrazione non parole, ma atti concreti per capovolgere un problema molto serio
Il consigliere comunale Sergio Firrincieli torna a intervenire sulla vicenda della nuova stazione degli autobus, un dossier che, a suo dire, continua a creare difficoltà a numerosi operatori economici nell’area di via Zama.
«Ieri sera, in aula – spiega Firrincieli – il vicesindaco ha dichiarato che l’Amministrazione sta ancora cercando di reperire le risorse necessarie per sistemare il bar della nuova stazione. Era già stato tentato un affidamento ai tempi dell’ex assessore Massari, ma il bando è andato deserto. Oggi, dopo anni di annunci, si apprende che si è ancora nella fase della ricerca dei fondi. È evidente che questa esperienza amministrativa rischia di concludersi senza aver realizzato nulla.»
Per il consigliere, la questione non riguarda soltanto la piena funzionalità dell’autostazione, ma anche le ricadute economiche generate dallo spostamento.
«In via Zama – ricorda – operano attività commerciali che avevano fondato la loro economia sulla presenza della vecchia stazione degli autobus. Lo spostamento ha tolto loro il flusso quotidiano di pendolari e viaggiatori, gettandole nello sconforto e mettendole concretamente a rischio chiusura. Per questo avevamo chiesto almeno lo spostamento di una fermata in via Zama, così da agevolare i pendolari che oggi sono costretti a pagare ticket e sosta a pagamento, e allo stesso tempo garantire un minimo di sopravvivenza alle attività che stanno pagando il prezzo più alto di questa scelta.»
Firrincieli insiste inoltre sulla necessità di non lasciare un vuoto urbano in un’area che per decenni è stata un perno della mobilità cittadina. «Se la stazione è stata spostata – afferma – l’Amministrazione ha l’onere di non abbandonare via Zama al degrado e all’irrilevanza. Occorre individuare una nuova destinazione d’uso, un progetto di riqualificazione che restituisca interesse e funzioni a quell’area. Si potrebbe pensare a un punto servizi, a un presidio informativo, a un progetto di promozione del territorio: qualsiasi soluzione che ridia vita a un luogo oggi svuotato.»
Altro nodo, per il consigliere, è la completa operatività dell’hub: «Non è accettabile che, a distanza di tempo, il bar e la biglietteria non siano ancora funzionanti. Un nodo di trasporto deve offrire servizi essenziali: ristorazione, informazioni, vendita dei biglietti. Senza questi elementi, la stazione non è un luogo di accoglienza ma un contenitore incompleto.»
La conclusione è un appello diretto a Palazzo: «Serve una decisione chiara, immediata. Non si può continuare a rimandare. Via Zama non può essere lasciata morire e la nuova stazione non può restare monca. Chiediamo soluzioni concrete, non altri annunci.»