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NAZIONALE

Vincere e divertirsi. Il piano tattico di Mancini

Il ct punta su crescita graduale per riportare trofei e risalire nel ranking. Prima, però, testa al Belgio che venerdì sarà a Roma per l'esordio in Nations League

21 Settembre 2026, 15:14

15:20

Vincere e divertirsi. Il piano tattico di Mancini

Il ct azzurro, Roberto Mancini

«Sono qui per vincere il più velocemente possibile». Chiaro, diretto e motivato, anzi, motivatissimo. Si è presentato così il ct Roberto Mancini alla sua seconda esperienza sulla panchina della Nazionale. Un “Mancio” che ha aperto la sua conferenza stampa rivolgendo un pensiero a Sandro Mazzola definito, giustamente, «un campione fuori e dentro il campo».

Dopo 3 anni 3 mesi, tanto è trascorso dall’ultima volta di Mancini da commissario tecnico, le motivazioni sono le stesse, come le idee e le motivazioni che saranno fondamentali per rilanciare il calcio italiano. Le tre mancate qualificazioni consecutive al Mondiale hanno lasciato il segno e diminuito l’entusiasmo intorno alla Nazionale, ma contemporaneamente il ritorno del tecnico di Jesi ha riacceso le aspettative anche Ion considerazione che l’ultimo successo dell’Italia, Europeo 2021, è stato firmato proprio da Mancini.

«Ritornare qui mi ha reso felice - ha detto il ct azzurro - perché sono legato da molti ricordi e da un passato, come testimoniano le tante foto appese sulle pareti, di vittorie e momenti indimenticabili. Sono consapevole di ciò che i tifosi e non solo si aspettano da noi. La mia premessa è una sola: voglio vincere e per farlo devi avere una squadra che gioca bene e per farlo devi anche divertiti. Cercheremo di ottenere entrambe le cose». 

La lista dei convocati azzurri è un vero e proprio manifesto d’intenti, un segnale chiaro e inequivocabile inviato a tutto il movimento calcistico italiano: il domani si costruisce oggi, attraverso il coraggio, la qualità e la freschezza delle nuove generazioni. Ben nove gli esordienti assoluti chiamati a indossare la maglia della Nazionale, un numero importante che trasforma questo raduno nell'atto d'inizio di una nuova era. «Le mie scelte non miravano a stupire nessuno. La lettura è diversa. Se avessi convocato gli stessi calciatori, alcuni dei quali già grandi, mi avreste detto che il mio arrivo non aveva comportato nessun cambiamento. Farlo per me è stato semplicemente un continuare a seguire la mia idea di calcio, esattamente come avevo fatto nel triennio 2018/2021». 

L'entusiasmo incontaminato dei giovani, dunque, che dovrà contagiare ed essere sostenuto dallo zoccolo duro dei veterani, creando un mix dinamico capace di proporre un calcio moderno, propositivo e divertente. «Comincio questa seconda avventura con l’obiettivo di avere una squadra che domini e che pensi alla vittoria. Tanti giovani? Non è la data di nascita che di dovrebbe sottolineare, ma se questi ragazzi che sono qui hanno le qualità per indossare la maglia azzurra. Io ne sono convinto. I giovani giocano con maggiore tranquillità, sono più spensierati. É normale che in certi frangenti si dovranno aspettare, ma attenderemo solo quelli che hanno qualità. Non ho stabilito un limite temporale. Non possiamo sapere quanto tempo servirà realmente per costruire la nuova Nazionale. Quello che sappiamo è che per farlo serviranno partite ufficiale che saranno importanti anche per risalire il ranking».

«Sono certo che da qui a quattro anni porteremo qualcosa di importante a casa».

Un Mancini che, forse, deve qualcosa a Silvio Baldini che, nel suo interregno di giugno, ha dimostrato che puntare sui giovani è utile e proficuo e ha reso più morbida la rivoluzione culturale e sportiva che prenderà ufficialmente il via con la Nations League. «Nella mia prima gestione - ha sottolineato Mancini - ho fatto esordire tanti ragazzi: da Chiesa a Retegui per finire con Zaniolo. Baldini ha fatto bene a dare spazio ai suoi ragazzi dell’Under 21 perchè ha dimostrato che il calcio italiano ha tanti ragazzi di talento che possono dare molto e fare tanto». 

Venerdì 25 settembre, allo stadio Olimpico di Roma, ci sarà contro il Belgio l’esordio in Nations League. Naturale che la curiosità sia sul modulo tattico che verrà utilizzato, ma anche e soprattutto se ci sarà spazio per i volti nuovi della Nazionale. «Siamo aperti a qualsiasi soluzione tattica - ha concluso il ct azzurro - che sarà dettata anche ai giocatori a disposizione. Se esordirà qualcuno dei nuovi convocati? In questo momento della stagione conta molto il minutaggio che ciascun calciatore ha sulle gambe. Le partire di settembre sono sempre complicate per una serie di fattori, tra cui, appunto, la condizione fisica ed atletica dei ragazzi che dipende dal numero di match disputati. Logico che chi ha giocato di più ha più chance di essere in campo rispetto a chi ha disputato meno minuti».