NAZIONALE
Malagò, la Lega Serie A conferma il sostegno: «Sempre al suo fianco”
Il presidente della Figc ha espresso il suo apprezzamento per la Nazionale costruita con un mix di giovani e giocatori esperti
Il sostegno della Lega Serie A a Giovanni Malagò resta intatto. A confermarlo è stato il presidente della Lega, Ezio Maria Simonelli, a margine della presentazione della relazione annuale della Commissione indipendente sul controllo dei costi dei club professionistici di calcio e basket. Sul cosiddetto “caso Malagò”, Simonelli ha utilizzato parole nette: «Domanda quasi superflua. La Lega Serie A ha individuato in lui la prima persona per risollevare il calcio italiano. Diciannove club su venti lo hanno votato e poi si sono aggiunte altre componenti. Coerentemente con questo la Lega è sempre al suo fianco».
Una presa di posizione che lo stesso presidente della Figc ha accolto con soddisfazione, smentendo l'ipotesi di un eventuale venir meno dell'appoggio della Serie A. «Onestamente no», ha risposto Malagò, riferendosi alla possibilità che il sostegno della Lega fosse venuto meno. «Magari nella testa di qualcuno o nel retroscena di qualcuno, anche di qualche giornalista, ma la realtà è stata dimostrata con queste sue dichiarazioni. Penso che ne sentiremo altre da parte di altre persone».
Dal tema politico-sportivo alla Nazionale. Malagò ha fatto visita agli azzurri a Coverciano, dove la squadra è riunita per preparare le prime quattro gare della Nations League contro Belgio, Turchia, Francia e nuovamente Turchia. Il presidente federale ha spiegato di aver voluto parlare soprattutto di responsabilità e valori, chiedendo alla squadra di essere consapevole delle aspettative che accompagnano la maglia azzurra. «Ho parlato molto di responsabilità, di valori, che siamo tutti sulla stessa barca anche perché non potremmo essere su imbarcazioni diverse. Ho anche messo pressione, però allegra, spensierata. L'Italia ci guarda più che mai, va dimostrata quella fiducia che ci viene data ma non è infinita», ha raccontato Malagò.
Il presidente della Figc ha quindi insistito sull'importanza dell'ottimismo, senza però perdere di vista la consapevolezza che nello sport i risultati non sono mai garantiti. «Ho parlato anche di ottimismo, di quelle che sono le aspettative. Poi nello sport non sempre si riescono a ottenere i risultati prefissati, ma conta la consapevolezza», ha aggiunto. «Ho fatto tanti discorsi nel tempo, penso mi venga riconosciuto di saper parlare alla pancia e al cuore degli atleti». Malagò ha poi espresso il proprio apprezzamento per la Nazionale costruita attraverso un mix di giovani e giocatori esperti, sottolineando l'importanza di una programmazione capace di guardare oltre il risultato immediato.«Sarei un pazzo se dicessi che non mi piace», ha dichiarato. «Risultati permettendo giocheremo fra due anni un Europeo e fra quattro un Mondiale, e fra sei un Europeo che disputeremo in casa e quindi saremo qualificati di diritto». Una prospettiva che, secondo Malagò, non deve però far dimenticare gli obiettivi più immediati: «Bisogna guardare tutto in prospettiva, ma saremmo anche incoscienti se non guardassimo anche al presente». Il presidente della Figc ha inoltre definito «un dato di fatto, inequivocabile» il carattere sempre più multietnico della Nazionale, in linea con quanto accade già in altre rappresentative.
Nel corso della giornata Malagò ha parlato anche del futuro di Coverciano, precisando che non si è trattato della sua prima visita al Centro tecnico da quando ricopre l'incarico: «Sono venuto tempo fa insieme agli amici dell'Aiac per confrontarci su diverse tematiche». Ora, però, la Federazione punta a un ulteriore sviluppo delle strutture. «Vogliamo che sia sempre più un'eccellenza del calcio italiano e un punto di riferimento assoluto non solo del nostro Paese». A breve è prevista una riunione specifica sui progetti di sviluppo del Centro tecnico. Alcuni interventi, ha precisato il presidente federale, sono già stati individuati attraverso il confronto con le istituzioni locali, tra Comune, Regione e Soprintendenze. L'obiettivo non è soltanto quello di rafforzare il ruolo di Coverciano nel sistema calcistico italiano, ma anche di creare ricadute positive sul territorio. «Progetti che potranno anche dare lavoro alla città», ha concluso Malagò.