Lo sviluppo del distretto dell'"Etna Valley"
Nel Catanese si realizzano microchip per IA
Il 22 settembre si è svolta ad Aci Sant'Antonio - via John Kennedy 4 - la cerimonia di inaugurazione del nuovo Design Center della multinazionale dei semiconduttori Renesas Electronics.

All'evento hanno preso parte tra gli altri, il site manager ing. Antonio Magazzù, tutti i dipendenti, il sindaco di Aci Sant'Antonio Quintino Rocca, il delegato del Ministero delle Imprese e del Made in Italy Andrea Tabella, il senior vp di Renesas Electronics del Power Product Group Zaher Baidas, il vp di Renesas Electronics del Performance Computing Power Division Tom Truman, i professori del dipartimento Dieei dell'Università di Catania Alfio Dario Grasso, Salvatore Pennisi e Giovanni Muscato, i professori della facoltà d'Ingegneria dell'Università di Palermo Costantino Giaconia e Giuseppe Lullo. La cerimonia di inaugurazione ci ha dato l'opportunità di dialogare con il site manager e senior director, l'ing. Antonio Magazzù.
Qual è la storia di Renesas Electronics?
«La multinazionale è operante sin dal 2002 nel settore dei semiconduttori (progettazione, fabbricazione, testing e produzione), nei vari comparti quali automotive, industrial, infrastructure ed IoT (Internet of Things), con headquarter a Tokyo, nata dalla fusione di Nec, Hitachi e Mitsubishi, avente adesso 22mila dipendenti distribuiti in più di 30 Nazioni nel mondo, con un fatturato di circa 8.3 miliardi di dollari (2025) e più di 20mila brevetti depositati. Nel corso degli anni ha effettuato acquisizioni strategiche come Intersil, Dialog, IDT e Altium. A Catania, partendo da 5 ingegneri elettronici siciliani con esperienza ventennale/trentennale (i directors Antonio Magazzù, Antonio Panebianco, Piermaria Siciliano, Tonio Biondi, e Ivo Pannizzo) ad Aprile 2024 in una sede provvisoria, si è arrivati adesso a 45 dipendenti nel giro di due anni e mezzo, coprendo tutte le figure professionali necessarie, prevalentemente laureati in ingegneria elettronica (magistrale) ma anche, seppur in misura minore, diplomati in istituti tecnici: analog design engineers, digital design engineers, application engineers, validation engineers, product engineers, test engineers, layout engineers, program managers, lab technicians, interns (tesisti), admin assistant, e in futuro altri ruoli tecnici. A Catania, per la precisione nel territorio di Aci S.Antonio, si effettua la progettazione dei microchip, soprattutto di potenza per Ia, Cloud and Data Centers, Machine Learning e applicazioni a 48V, seguita dalla verifica di laboratorio e l'interfacciamento col cliente, avendo a disposizione circa 2 mila metri quadri in un piano, incluse tre grandi sale per i laboratori con la strumentazione elettronica - le fabbriche si trovano invece principalmente in Giappone. Si punta a raggiungere 100 impiegati nel 2028, valutando espansioni dell'ufficio».

In quali ambiti Renesas si differenzia dalla concorrenza e quali sono le sfide tecnologiche nel settore?
«Renesas si va ad aggiungere alla ricca offerta già presente nel distretto dell'“Etna Valley”, avendo anche già stabilito un forte legame con i professori dell'Università di Catania (Dieei, Dipartimento di Ingegneria Industriale, Elettrica, Elettronica ed Informatica), ma anche con quelle di Palermo e Messina, con il Politecnico di Torino, e con i principali licei e istituti tecnici della città di Catania, Palermo e Messina. A livello mondiale, Renesas si differenzia per le soluzioni a microcontrollori a 32 bit, ma è un punto di riferimento anche per sensori, gestione della potenza, automotive e Adas (assistenza alla guida), IoT, sistemi di controllo dei motori, automazione industriale. Specificamente per la sede dell'Etna Valley, si distingue nel campo degli Sps (smart power stages) focalizzandosi su AI con chip in grado di gestire la potenza necessaria ad alimentare i server, i data center ed i microcontrollori che AI utilizza nei calcoli - si tratta di migliaia di watt, con annessi problemi di raffreddamento, il che stimola i nostri ingegneri a trovare soluzioni anche a livello di board; altra sfida è la continua miniaturizzazione richiesta, che stimola i nostri progettisti, ben formati dalle nostre università, a trovare soluzioni sempre più ingegnose, e i nostri application engineers a sfruttare il “Vpd” (vertical power delivery, cioè l'occupazione d'area in 3d essendo lo spazio in 2d nelle board ormai saturato), e i cosiddetti “moduli” che raggruppano piastrine di silicio, condensatori e induttori nello stesso package».

Quanto conta l'intelligenza artificiale nella progettazione dei circuiti integrati, ci sono rischi occupazionali?
«I rischi riguardano al momento più i professionisti che sviluppano software, ma in effetti l'azienda sta investendo molto sull'utilizzo di programmi AI per diminuire il tempo di sviluppo dei prodotti, sia dal punto di vista del design che dal punto di vista del debug in laboratorio. I vantaggi sono evidenti in termini di costo, velocità e flessibilità, sicuramente quando, ad esempio, bisogna migrare un progetto da una tecnologia ad un'altra (un lavoro automatico basato solo su un fattore di conversione d'area). Utilizziamo agentic AI per vari scopi: generazione e revisione di documentazione, creazione di modelli comportamentali per ogni macroblocco del progetto, creazione di stimoli elettrici d'ingresso, sintesi automatica di circuiti (prevalentemente digitali). Al momento non ci sono rischi per gli ingegneri elettronici, AI è più un supporto; e bisogna anche considerare che l'esperienza di un ingegnere nel valutare l'effetto dei cosiddetti transistor “parassiti” non è ancora eguagliata da AI».

Avete politiche aziendali per il benessere dei dipendenti?
«L'azienda regala ogni anno ai dipendenti un check-up medico completo, ingressi open per giornate di relax alle terme/Spa, offre piani di assicurazione sulla salute e sulla vita, sconti su attività sportive e per alcuni negozi convenzionati, buoni pasto, e regala diversi giorni di ferie extra (il giorno del compleanno, il Renesas day ad agosto ed altri)».
Avete politiche per l'inserimento dei nuovi assunti e la valorizzazione del loro potenziale?
«Oltre a numerosi corsi iniziali, sia tecnici che procedurali (codice di comportamento, rischi informatici, sicurezza, ecc…), due ingegneri, uno esperto e uno più giovane, assistono il neolaureato giornalmente nelle sue attività. Il piano di ramp-up è molto dettagliato e documentato, per i primi 3/6 mesi. Successivamente, l'inserimento nei progetti è graduale, iniziando con task più semplici e duplicando il tempo di design del blocco rispetto allo schedule standard. Una volta individuati gli skills del dipendente, si cerca di direzionarlo in progetti consoni, pur cercando di lavorare su applicazioni variegate per acquisire un'esperienza completa. Posso dire comunque che gli ingegneri elettronici sfornati dalle università soddisfano le nostre aspettative; con UniCT nel corso degli anni si è pensato di indirizzare alcune materie specialistiche sia all'uso degli stessi software che usiamo in azienda, sia aggiungendo “parti” di programma più consone al nostro lavoro quotidiano, che è poi lo stato dell'arte. Inoltre, abbiamo raddoppiato il numero dei tesisti all'anno».
L'università italiana sforna circa 1000 laureati in ingegneria elettronica all'anno, ciò causa un ritardo nei vostri piani di sviluppo?
«Un leggero impatto lo abbiamo negli schedule, ma abbiamo compensato assumendo in altri siti europei o indiani, oppure assumendo a Catania laureati stranieri ma che hanno studiato a UniCT per la magistrale. Con diverse iniziative, stiamo diffondendo tra le famiglie siciliane l'idea che non è più necessario abbandonare la nostra terra per i famosi politecnici; a causa dell'elevata concorrenza tra le aziende dell'Etna Valley il livello di stipendio più benefit vari è ormai al livello del nord Italia, nonostante il costo della vita sia minore. Ciò dovrebbe far riflettere. Noi siamo orgogliosi di aver creato in Renesas nuovi posti di lavoro ad alta professionalità».
Che tipo di iniziative avete per garantire la parità di genere?
«Renesas sta rafforzando le collaborazioni con università e istituti di istruzione superiore per ispirare e attrarre un maggior numero di donne verso le discipline ingegneristiche e tecnologiche già nelle fasi iniziali del loro percorso. Stiamo inoltre consolidando partnership strategiche con organizzazioni esterne dedicate alle donne, specializzate nel promuovere la partecipazione femminile alle carriere Stem. Queste collaborazioni ci consentono di raggiungere, sostenere e valorizzare donne che, altrimenti, potrebbero non venire a conoscenza delle opportunità offerte dal nostro settore. Sebbene ci vorrà tempo per ottenere progressi significativi, il nostro impegno è chiaro: ampliare l'accesso, migliorare la rappresentanza e creare le condizioni per una forza lavoro più equilibrata in termini di genere nel lungo periodo. Renesas promuove attivamente i talenti del futuro all'insegna della diversità attraverso importanti iniziative di sensibilizzazione, tra cui la sponsorizzazione della "Women's Leadership Initiative" della Global Semiconductor Alliance, l'ampliamento dei workshop di Inspiring Girls International e i programmi Stem (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) di High-Tech High Heels in Europa, Asia e Nord America. Tali programmi favoriscono una rappresentanza inclusiva e rafforzano la nostra pipeline di talenti a lungo termine nei settori dell'ingegneria e della leadership».