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Palermo

Ciapi bis, chiesti 5 anni per ex manager Giacchetto

Di redazione

PALERMO - Il pm Piero Padova ha chiesto la condanna a cinque anni per l’ex manager della pubblicità Faustino Giacchetto, imputato per truffa anche nel cosiddetto Ciapi bis. Il processo si svolge davanti alla seconda sezione del tribunale di Palermo. In questa parte dell’inchiesta finirono anche i politici e i funzionari che, secondo l’accusa, avrebbero favorito Giacchetto nel suo ruolo di collettore di fondi per la pubblicità dei corsi di formazione del Ciapi, ricevendo in cambio bustarelle, viaggi e altre regalie. Erano stati tutti rinviati a giudizio, ma per molti di loro si profila la prescrizione, per altri è stata chiesta l'assoluzione. Sono prescritti i reati per l’ex assessore regionale alla Famiglia Francesco Scoma che rispondeva di corruzione e violazione della legge sul finanziamento pubblico ai partiti.

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Viaggiano verso la prescrizione anche gli attuali parlamentari Nino Dina e Santi Formica e l’ex Salvino Caputo. Chiesta l’assoluzione per mancanza dell’elemento soggettivo (e quindi la mancanza di consapevolezza che non fossero state rispettate le procedure) Salvatore Alotta e Gerlando Inzerillo, ex consiglieri comunali di Palermo, e Salvatore Sanfilippo, sindaco di Santa Flavia.


Di truffa erano invece chiamati a rispondere, in questo secondo troncone di processo, anche tre dirigenti del Ciapi: Sandro Compagno, Carmelo Bellissimo e Calogero Bongiorno (chiesta per loro l’assoluzione).

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