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Palermo, studentesse coprono cartellone pubblicitario: «E' sessista»

Le ragazze dell'Assemblea contro la violenza maschile sulle donne contro un manifesto dove una azienda che produce olio per motore ha scelto come testimonial una ragazza dal seno prosperoso

Palermo, studentesse coprono cartellone pubblicitario: «E' sessista»

Un gruppo di studentesse dell’Assemblea contro la violenza maschile sulle donne ha messo in atto un’azione di protesta contro un caso di pubblicità sessista in città.

«Nonostante una delibera comunale di monitoraggio sull'affissione di pubblicità che utilizzano immagini del corpo femminile per attirare l’attenzione e vendere prodotti o servizi, - scrivono in una nota - ancora oggi Palermo è invasa da cartelloni pubblicitari sessisti: era già accaduto qualche tempo fa, con la pubblicità di una nota catena di negozi compro-oro, che aveva utilizzato un seno prosperoso con lo slogan «Valutazioni Abbondanti». Questa volta si tratta della sponsorizzazione di un olio per motori della marca «Challoils», che utilizza una donna che ammicca a chi la osserva mentre si strofina una bottiglietta di prodotto sul corpo. Alle prime luci del mattino, le ragazze hanno affisso sui cartelloni pubblicitari incriminati che svettano su via Crispi un chiaro messaggio: «Questa è violenza sulle donne».

«E' una azione dimostrativa» dicono le studentesse «contro l'uso, a scopo pubblicitario, del corpo femminile. «E' una pratica, questa, che rappresenta in sé violenza contro le donne e che contribuisce a normalizzarla. La violenza sulle donne è infatti il diretto prodotto di una società che per anni e ancora oggi, in nome di logiche di marketing e profitto, costruisce immaginari sessisti e schiavizzanti, che fanno del corpo delle donne mero oggetto di consumo», spiegano.

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commenti 1
  • GiuseppeCant

    GiuseppeCant

    31 Gennaio 2018 - 10:10

    UN IMPOSIZIONE DANNOSA E NON GRADITA DA TUTTI. BRAVE RAGAZZE, COMPLIMENTI. Dovrebbe essere fatto su ogni cartellone di questo tipo. La "liberta di espressione" di alcuni quando turba la collettività, o parte di essa, non è rispettosa di una società civile. Non è sana libertà quando viene imposta la visione a chiunque passi per la strada. La libertà è un bene di tutti. LA LEGISLAZIONE DOVREBBE OCCUPARSI ANCHE DI QUESTO GENERE DI VIOLENZA.

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