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Palermo

Bimba di 10 anni “prostituta”, arrestati i genitori e due anziani

Di Redazione

PALERMO -- «Mi dava cinque euro se gli davo un bacio, 25 se facevo qualcosa in più. Questo è successo prima che compissi dieci anni». Il racconto è drammatico, a tratti raccapricciante. La vittima è sempre lucida, dicono gli psichiatri, nonostante il trauma subito e la giovanissima età. A parlare è una bambina. «Vivo con mamma e papà. Sono figlia unica», dice ai carabinieri in un lungo verbale in cui ricorda le violenze sessuali subite da due «amici di famiglia»: un uomo di 63 anni e uno di 79.
Ma a rendere ancora più tragica la storia accaduta in un paesino del Palermitano è il ruolo dei genitori della vittima, lui agricoltore di 58 anni, lei casalinga di 43: per soldi avrebbero venduto la figlia ai due «orchi». E in cambio di 25, 30 euro avrebbero consentito ai due «amici» di violentarla. Sia la coppia che i due uomini sono agli arresti domiciliari con le accuse di sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale.

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IL RACCONTO CHOC DELLA BIMBA

 

A fare emergere la vicenda è un testimone, un uomo che ha assistito, almeno in due occasioni, agli abusi e ha deciso di raccontare tutto agli investigatori. I carabinieri sono intervenuti immediatamente dopo la segnalazione e hanno trovato la bambina in compagnia di uno dei due clienti e del padre che, interrogato, si è contraddetto e ha comunque sostenuto di non saper nulla dei «regali» dell’amico alla figlia. La bambina ora è stata allontanata dai genitori e affidata a una casa-famiglia. 


«Il primo agosto ho accompagnato mio padre a raccogliere i pomodori nel campo. Lui si era messo d’accordo con un amico di di famiglia che ci aspettava all’interno della sua macchina. Ha aiutato papà a prendere i pomodori, poi si è steso in macchina». Il drammatico racconto della bimba comincia così. «Quel giorno io ero in macchina con lui, poi siamo scesi e mentre mio padre era nel campo mi ha abbassato i pantaloni e gli slip... non era la prima volta. Era successo più volte e ogni volta mi offriva soldi. Spesso è successo anche con mamma», ha raccontato ai carabinieri. «Io non volevo avere rapporti con lui, - ha spiegato piangendo - ma lui insisteva: poi quando andava via ci dava dei soldi, li dava a me perché diceva che mi voleva bene. Mi dava cinque euro se gli davo un bacio, 25 se facevo qualcosa in più». La piccola ha raccontato che il padre avrebbe saputo che avrebbe detto a lei e alla madre che erano state brave. 

Pieno di particolari anche il racconto degli incontri col secondo indagato. «Anche con lui ho avuto rapporti. Più volte lui li aveva con mia madre, ma anche con me», ha detto la vittima. «Lasciava i soldi a me, mi dava 30 euro. A casa c'era anche mio padre che dormiva perché era stanco». «Se penso a queste cose - ha spiegato - sento tristezza. Glielo dicevo a mia madre che non mi piacevano quelle cose. Non lo so però come è che mi ritrovavo a farle, ma non sono arrabbiata con mia madre perché lei non mi ha fatto niente di male». 

Ma sulla scelta degli arresti domiciliari per i quattro indagati interviene con una nota polemica il responsabile Sicurezza di Civica Popolare e segretario generale del Spp (Sindacato polizia penitenziaria) Aldo Di Giacomo. «Siamo di fronte a un delitto infame che non richiede alcuna clemenza nei confronti dei responsabili tanto più in presenza di particolari raccapriccianti e a prove testimoniali raccontati oggi dagli organi di informazione su tutti i canali web e tv. È mai possibile che nessuno si indigni di fronte al fatto che né i genitori della bambina siciliana fatta prostituire e né i due uomini che l’hanno violentata sono finiti in carcere ma solo agli arresti domiciliari?», ha detto.

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