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Finanziaria regionale, 15 mila precari verso stabilizzazione. Più fondi per i disabili: lo sfogo di Musumeci

Il governatore ha chiesto rispetto dopo le polemiche di ieri sui costi per i disabili, ai quali sono stati assegnati 266 mln di euro oltre a 5 mln per i progetti individuali. In esame un maxi-emendamento per accelerare i tempi di approvazione della manovra

Finanziaria regionale, 15 mila precari verso stabilizzazione. Più fondi per i disabili: lo sfogo di Musumeci

PALERMO - Oltre 15mila precari sono stati stabilizzati con le norme approvate dall’Assemblea regionale che sta esaminando la manovra finanziaria. Si tratta di circa 13 mila precari degli enti locali, il resto del personale gravita in società controllate dalla Regione. Per alcuni deputati delle opposizioni, tuttavia, ci sarebbe il rischio di impugnative da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri.

L’Assemblea siciliana ha poi approvato la norma della manovra finanziaria che stanzia 266 milioni per i disabili, di cui 226 mln per i casi gravissimi. Con un emendamento, a firma di tutto i capigruppo di maggioranza e opposizione, sono stati assegnati poi altri 5 milioni per i progetti individuali per i disabili. Prima della votazione, ha preso la parola il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci. Il suo è stato uno sfogo, alla luce delle polemiche dei giorni scorsi su alcune sue parole. «Questo non è un atto di eroismo ma il mantenimento di un impegno che avevo assunto a ottobre - ha detto il governatore -. E' la migliore risposta alle ignobili e vergognose speculazioni politiche che sono state promosse e alimentate anche dall’interno di questo Palazzo in queste ultime ore. Si sappia - ha aggiunto con tono fermo - che se la disabilità è la trincea della sofferenza, lo ricordo a qualche politico spregiudicato, che io da quella trincea non ho nulla da imparare per la mia storia personale e familiare». Quindi, Musumeci ha concluso nel silenzio totale dell’aula: «Se non avete rispetto per il presidente della Regione abbiatelo per il padre». 

E più precisamente ammontano a 271 milioni di euro le risorse (regionali, nazionali ed europee) messe a disposizione nel 2018 per la disabilità. Le somme stanziate serviranno per finanziare l’assegno di cura agli oltre 12 mila disabili gravissimi, censiti dalle Aziende sanitarie e per servizi in favore di disabili gravi. Il governo ha presentato, inoltre, un emendamento, condiviso con tutto il Parlamento, che stanzia 5 milioni di euro per dare attuazione, dopo 18 anni, all’articolo 14 della legge 328 del 2000, relativo a piani di cura individuali per i disabili. Nel complesso, le risorse per la non autosufficienza ammontano a 370 milioni di euro. «Il governo - affermano il presidente Nello Musumeci e gli assessori Ippolito e Razza - ha voluto dare corso a una misura che risponde in termini di giustizia a un’importante esigenza sociale. È una scelta strategica annunciata lo scorso anno e mantenuta a seguito dell’approvazione della norma prevista dalla finanziaria».  

E nel tentativo di accelerare i tempi, la Commissione Bilancio sta lavorando al testo di un maxi-emendamento con le norme rimanenti della manovra, una cinquantina.  (L’obiettivo sarebbe appunto quello di dare un’accelerata alla manovra finanziaria già questa sera e rinviare a domani l’approvazione delle tabelle). L’aula frattanto rimane sospesa, cercando di coinvolgere maggioranza e opposizione. Non è chiaro se il tentativo andrà in porto, anche perché le opposizioni vorrebbero che dal testo venissero eliminate alcune norme della manovra e rivisti invece al rialzo i fondi per i teatri.  

Il M5s però non sta trattando sul maxi-emendamento. «Nessuno di noi è entrato in commissione bilancio», dicono i pentastellati.

Alcuni super-burocrati della Regione riceveranno assegni più pesanti, altri invece li avranno più alleggeriti del previsto: è la conseguenza della norma, inserita nella manovra finanziaria in discussione all’Assemblea siciliana, approvata questo pomeriggio in aula. Il Parlamento ha allineato il sistema di calcolo a quello dello Stato, quindi sugli ultimi cinque anni contributivi, anziché sull'ultimo anno. Alcuni ex dirigenti generali che erano stati 'demansionatì e destinati ad altri incarichi all’interno dell’amministrazione tirano un sospiro di sollievo dopo aver fatto lobby, altri invece, con incarichi apicali ottenuti di recente, subiranno una penalizzazione. 

Dopo la pausa dei lavori, l’Ars ha ripreso in serata la manovra mettendo in votazione la norma riscritta sull'assunzione degli ex Pip, un bacino di circa 2.800 persone che beneficiano di un sussidio, nella società Resais, con decorrenza dal primo gennaio del 2019, controllata dalla Regione siciliana. In aula è stato distribuito anche il maxi-emendamento.  


 

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