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Palermo

Esposto al Csm, ex moglie di Armao: «Lui e la compagna hanno blindato i beni»

Di Redazione

PALERMO - Ha chiesto che intervenga il Csm. E' infuriata Carmela Transirico l’ex moglie del vicepresidente della Regione siciliana Gaetano Armao. Lancia i suoi strali contro la nuova compagna del politico-avvocato, la neo eletta deputata di Forza Italia e magistrato in aspettativa, Giusi Bartolozzi. L’accusa, in un esposto al Consiglio superiore della magistratura «di aver aiutato l’uomo a blindare e mettere al sicuro soldi che dovrebbe dare alla sua precedente famiglia».

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L’esposto, come scrive il Corriere della Sera corredato da documenti, sentenze, rapporti della Guardia di finanza, riapre una vicenda che va avanti da anni. Armao è tra i più noti amministrativisti siciliani. Nell’ultima lista dei politici più ricchi dell’isola era saldamente al primo posto: 346 mila euro dichiarati. L’ex consorte lo accusa «di non pagarle gli alimenti». Spiega nell’esposto che, fallito il matrimonio, nel corso del giudizio di separazione del 2012 il giudice istruttore sancì che può ritenersi giudizialmente acclarato l’inadempimento parziale nel versamento dell’assegno di mantenimento e autorizzò il sequestro dei beni dell’avvocato Armao, fino alla concorrenza dell’importo di 600.000. Lo stesso giorno, fu ordinato alla Regione Sicilia di trattenere per la precedente famiglia 10.600 euro al mese decurtandole dalle indennità che l’ ente pagava all’allora assessore».

Ma a fine febbraio 2013, ricorda il quotidiano, al fine di rendere inaggredibili i suoi beni immobili, Armao firmò un preliminare di compravendita a favore della nuova compagna per beni per un valore complessivamente stimato in 1.559.400. E altri beni immobili di maggior valore risultano essere intestati a società estero-vestite riconducibili allo stesso Armao.
Nell’esposto al Csm emerge anche che «le prebende che Armao riceve oggi dalla Regione come vice di Nello Musumeci risultano fuori portata. Giusi Bartolozzi ha infatti richiesto e ottenuto il pignoramento presso la Regione Sicilia dell’indennità spettante a Gaetano Armao». I motivi? Come ha spiegato al Foglio Armao sostiene che il pignoramento chiesto e ottenuto dalla sua compagna riguarda l’invalicabile sfera dei fatti personali. Fatti privati che sono ora diventati pubblici.

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