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Se Catania piange Palermo non ride Il M5S: «Criticità in conti Comune»

Il consigliere comunale Forello: «Il re è nudo, i problemi sono ben lontani dall'essere risolti: la città e i palermitani a rischio»

Se Catania piange Palermo non ride Il M5S: «Criticità in conti Comune»

PALERMO - «Continuare ad affermare che è tutto a posto, dopo i chiarimenti resi dal ragioniere generale, significa non riuscire a comprendere il significato delle parole, e il fatto che la maggioranza canti vittoria di fronte alla situazione critica in cui si trovano Palermo e i palermitani, la dice lunga sull'incapacità e irresponsabilità politica di alcuni consiglieri comunali. Il ragioniere, in modo certamente diplomatico, ha confermato tutti gli elementi di criticità evidenziati dai revisori che, ad oggi, sono ben lontani dall'essere risolti». Lo dice il consigliere comunale del M5S, Ugo Forello.

«Con riferimento ai rilievi di gestione della tesoreria (sub 1 e 2), sulla bassa capacità di riscossione delle entrate ordinarie, coattive e dei residui attivi (sub 5 e 6) e sulla non corretta imputazione delle immobilizzazioni (sub 12), nulla si aggiunge se non che sono state inviate note, ad oggi, prive di riscontro. Anche sulla formazione dei residui passivi (sub 7), sui criteri relativi al deficit strutturale dell’ente (sub 10) e sul problema del disallineamento (sub 11) - prosegue Fiorello - non si registrano novità rispetto a ciò di cui erano a conoscenza anche al Collegio dei revisori. In particolare, non è stata data risposta rispetto alla questione centrale evidenziata dal Collegio e relativa ai "rapporti con gli organismi partecipati e mancata parifica delle rispettive posizioni contabili e problematiche conseguenziali"».

«Sul Fcde la ragioneria - conclude il consigliere M5S - conferma tutti i dubbi e le preoccupazioni del Collegio, tanto che si arriva ad auspicare, per evitare un possibile default, un’urgente modifica legislativa per «ritardare» l’applicazione del metodo ordinario rispetto al rendiconto 2018 (rispetto al quale mancano all'appello circa 155 milioni di euro). C'è un’unica nota positiva nella relazione: il riferimento alla riduzione dei tempi relativi alla tempestività di pagamento. Peccato che questo "grande" risultato sia stato raggiunto grazie al massiccio indebitamento del Comune di Palermo che quindi dovrà pagarne le conseguenze in termini di interessi passivi. Questa è la verità e non si può far finta dell’evidenza: il re è nudo».

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