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Palermo: è il giorno del dolore, ma le lacrime non placano le polemiche sul villino della morte

Alle 11 i funerali delle 9 vittime di Casteldaccia, mentre si continua discutere di quella casa costruita a ridosso del fiume che poteva e doveva essere abbattuta

Palermo: è il giorno del dolore, ma le lacrime non placano le polemiche sul villino della morte

PALERMO - E’ il giorno del lutto. Il giorno del silenzio. Palermo saluta per l’ultimo viaggio le nove vittime della strage annunciata. Le esequie saranno celebrate in Cattedrale, alle 11, da monsignor Giuseppe Oliveri, il vicario generale di Palermo e concelebrate dall’arciprete della Cattedrale monsignor Filippo Sarullo. L’arcivescovo di Palermo Coarrado Lorefice si trova all’estero e non è riuscito a rientrare a Palermo. Ieri per tutto il giorno e fino a tarda sera è stato un via vai di amici, parenti semplici cittadini, nella camera ardente. Due piccoli peluches di Minnie e Topolino faranno compagnia per sempre al corpicino senza vita della piccola Rachele Giordano, un anno, morta nella tragedia che si è consumata tra sabato e domenica per l'esondazione del fiume Milicia tra Casteldaccia e Altavilla Milicia.

La bara bianca, nella chiesa della Madonna di Lourdes, in piazza Ingastone, nel quartiere Zisa, era l'unica delle nove rimasta aperta; l’hanno vegliata due donne. Numerosi i mazzi di fiori che sono stati llasciati dalla gente davanti all’ingresso della Chiesa. La gente ha abbracciato Giuseppe Giordano, 35 anni, che ha perso la sua famiglia nella tragedia di Casteldaccia. Tra le vittime, la moglie del commerciante, Stefania Catanzaro, 32 anni, il figlio Federico, 15 anni, la figlia Rachele. Nella villetta-bara hanno trovato la morte anche i genitori di Giuseppe Giordano, Antonino, 65 anni, e la moglie Matilde Comito di 57. E, ancora, la sorella Monia, 40 anni, e il figlio di tre anni della donna, Francesco Rughoo. E ancora: il fratello di Giuseppe, Marco, 32 anni e, oltre alla nonna di Francesco, Nunzia Flamia, 65 anni.

Ieri mattina, a pochi passi dalla chiesa, qualcuno ha affisso due striscioni: "Vicini al vostro dolore, Curva Nord” e “Sicilia alzati e combatti”. «Chiuso per lutto familiare. Questo esercizio rimarrà chiuso per i prossimi giorni in onore dei miei cari defunti. La veglia funebre si terrà nella chiesa di piazza Ingastone». È quanto si leggeva nel cartello affisso sulla vetrina di «Cirino moto», rivendita di scooter e motociclette di Giuseppe Giordano, conosciuto nel suo quartiere, la Zisa. Oggi sarà lutto cittadino a Palermo in occasione dei funerali. Saranno esposte, come ha disposto il sindaco Leoluca Orlando, anche le bandiere a mezz'asta negli edifici comunali.

Ma le lacrime e il dolore per l'immane tragedia cha ha colpito Palermo non fermano le polemiche per quella casa abusiva a  ridosso del fiume Milicia che poteva e doveva essere abbattuta già dal 2011, ma che il Comune non aveva demolito per negligenza ma soprattutto per mancanza di fondi. Al momento la Procura di Termini Imerese, che indaga per disastro colposo e omicidio colposo, procede contro ignoti. La Procura ha disposto il sequestro di tutta l’area che si estende dal fiume Milicia alla villetta abusiva travolta dalle acque della piena. I sostituti procuratori che si occupano dell’indagine sulla tragedia, coordinati da Ambrogio Cartosio, hanno sequestrato le pratiche relative all’ordine di demolizione della villetta abusiva, in cui è avvenuta la tragedia, disposto nel 2008 dal Comune di Casteldaccia ma mai eseguito.

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