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Morti Casteldaccia, proprietari casa: «Siamo disperati. Mai arrivato ordine demolizione»

Antonino Pace e la moglie Concetta Scurria parlano per la prima volta della tragedia costata la vita a nove persone: si trovavano tutte nella villetta invasa dall'acqua e dal fango del nubifragio di sabato 3 novembre

Morti Casteldaccia, proprietari casa: «Siamo disperati. Mai arrivato ordine demolizione»

PALERMO - «Avevo dato questa casa a Giuseppe in segno d’amicizia. Io mi sento responsabile di tutto, sono in mano alla giustizia. Dieci anni fa mi avevano condannato. Ma dopo non mi è mai arrivata nessuna carta che mi chiedeva di abbattere la casa. Dieci anni fa io avevo lì la mia residenza. Poi l’ha avuta mio figlio. Quella era casa mia. Io entravo e uscivo quando volevo». Piange Antonino Pace mentre, con a fianco la moglie Concetta Scurria, parla di Giuseppe Giordano che ha perso nove familiari, rimasti intrappolati nella villetta abusiva di Casteldaccia, dove stavano festeggiando il compleanno della bimba più piccola, investita dall’acqua e dal fango della piena del fiume Milicia.


«Sono disperato per quello che è successo a Giuseppe, se avessi saputo che poteva capitare una cosa simile non gli avrei mai dato le chiavi», aggiunge davanti ai cronisti convocati dal legale della coppia per fornire la propria versione dei fatti. Pace è un operatore sanitario, lavora al Policlinico di Palermo. «Noi abbiamo saputo della tragedia solo la mattina successiva, quando abbiamo acceso la tv - afferma Concetta Scurria -. Abitiamo a Palermo nella zona di Via Oreto perché mio marito lavora qui. Non avremmo mai potuto pensare che i Giordano fossero in pericolo. Come mamma e come nonna sono disperata. Sarei voluta morire io al posto loro». 

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commenti 2
  • ASTOLFO

    09 Novembre 2018 - 06:06

    Nulla sapevamo, nessuno ci ha detto che la casa era abusiva e che bisognava demolirla. Anche il progettista (qualche geometra da strapazzo, che ora avrà anche lui i suoi guai neri!) non ci ha mai detto che non si poteva costruire e che ci voleva il permesso per farlo, né che non si potesse evadere l'Iva e pagare gli operai in nero. Anche all'Enel io ho ottenuto l'allaccio illegale perché ho dichiarato - innocentemente - che era tutto in regola. Noi siamo tutti innocenti, perché niente sappiamo di queste cose, che non ci ha mai spiegato nessuno. Io pensavo che sulla mia terra potevo fare quello che volevo perché è mia! Ora mi metteranno in galera per nulla, che giustizia è mai questa? Si potrà almeno ottenere dallo Stato il risarcimento per l'alluvione che mi ha distrutto una bella villa che, da semplice infermiere, ho costruito con tanti sacrifici e che mettevo a disposizione degli amici gratis?

    Rispondi

  • pulsar

    09 Novembre 2018 - 16:04

    questi ..............giochini ........... sono possibili con le nostre leggi italiane ...........garantiste e perdoniste...........non accadrebbero con delle vere leggi .............giustizialiste...... tante criticate dai nostri ............illuminati politici.

    Rispondi

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