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Sorelle Napoli, sindaco Mezzojuso si dissocia da dichiarazioni assessore Gebbia

La vicenda è relativa al riconoscimento di status di vittime di mafia "anche per i figli di Provenzano", alla stregua delle tre sorelle vittime di intimidazioni per aver denunciato la mafia dei pascoli

Sorelle Napoli, sindaco Mezzojuso si dissocia da dichiarazioni assessore Gebbia

Da sinistra Salvatore Giardina, Nicolò Sergio Gebbia

PALERMO - In merito alle dichiarazioni rese ieri dal generale dei carabinieri Nicolò Sergio Gebbia, assessore alla Pubblica istruzione e cultura del Comune di Mezzojuso, riguardo al fatto che "anche i figli del boss Bernardo Provenzano hanno lo stesso diritto delle sorelle Napoli a essere riconosciuti come vittime di mafia", «devo precisare che l’affermazione del generale Gebbia appartiene al suo libero pensiero di privato cittadino e non a quello di componente della giunta. Anche perché non ne abbiamo mai discusso e mai nulla di conseguenza è stato deciso in proposito». Così il sindaco di Mezzojuso Salvatore Giardina.


«Penso che il generale Gebbia - continua il primo cittadino - abbia voluto lanciare una provocazione o citando questo caso volesse sollevare un problema, quello di figli che hanno una condotta onesta e pulita, ma che devono fare i conti con l’eredità lasciatagli da un padre che è stato, come dice lui, mafioso doc. Che certamente non facilità la vita e anzi rende in qualche modo anche loro delle vittime. Questa opinione si può condividerla o no, dibatterla o no, ma certamente non c'entra nulla con la questione delle sorelle Napoli e con l’amministrazione che rappresento», conclude. 

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