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Palermo come Istanbul, questa è la città dei gatti: benvenuti da Nero Miciok
In pieno centro c'è un angolo di paradiso per tutti gli amanti dei pet. Un tè, la colazione o un pasto veloce, in compagnia di Primo, Rosalia e tanti altri mici
Se siete ancora convinti che “Gli Aristogatti” sia niente più che una fortunata intuizione di Tom McGowan e Tom Rowe portata al successo dal cartoon della Disney, vi sbagliate di grosso.
Non si chiamano né Romeo, né Duchessa né Bizet, ma quando oltrepassi la doppia porta che li protegge dal traffico di via Generale Arimondi, ti trovi immediatamente proiettato nel fantastico (quanto reale) mondo dei gatti di Nero Miciok, dove a dettare legge sono Rosalia e Primo (moglie e marito), Pandarancio, Marco, Blackie, Alvin, Pancake, Diana, e la piccola di casa, Giorgia detta Agata proprio in onore della santa patrona di Catania.

E hanno un maggiordomo che non si chiama Edgar ma Massimiliano Calandra, che di Nero Miciok, la prima caffetteria-bakery-bistrot del Sud Italia, nata proprio a Palermo, è il factotum.
Sua l’idea, sua la gestione, sua la determinazione di far sì che l’intero quartiere accettasse l’idea che lì, in quei pochi metri di marciapiede, ma soprattutto all’interno della sala, a comandare siano proprio i gatti.

Le spazzole adesive che trovi all’ingresso del locale non lasciano spazio all’immaginazione. Chi entra si ritroverà presto ricoperto da una soffice nuvola di pelo dei mici. Per convivere con loro basta rispettare qualche semplice ma fondamentale regola. Altrimenti? Altrimenti Massimiliano è pronto a prendere i clienti a padellate. Scherza ma non troppo, perché i suoi gatti sono... sacri.

Ti siedi al tavolo, ordini da bere o da mangiare (rigorosamente vietato porgere persino una mollica a Rosalia e c.) e Primo ti si accoccola immediatamente sulle gambe. Il capo è lui e te lo dimostra immediatamente.
Tra una carezza e un drink, c’è anche modo di parlare di argomenti seri. Ti si riempiono gli occhi di lacrime a pensare che qualcuno possa avere potuto fare del male alla piccola Rosy (per fortuna fuori pericolo e già affidata a una nuova “mamma”), e viene fuori un po’ di rabbia quando Massimiliano racconta come la burocrazia applicata al millesimo (senza traccia alcuna di buonsenso e di elasticità) arriva a negare la creazione di una colonia felina perché i gatti vivono all’interno di un condominio e, quindi, non fanno parte del territorio di pertinenza del Comune. Ma si può negare a un micio di entrare e uscire da un giardino o da un cortile? La colonia, afferma invece Massimiliano, ha il vantaggio non solo di responsabilizzare chi convive con i gatti, ma anche di abituare gli animali a fidarsi dell’umano. «Non sono contrario alla sterilizzazione, ma v’immaginate una città come Palermo senza gatti? Sarebbe un trionfo di topi».
E mentre gustiamo una Cat Spritz, Primo lascia le nostre gambe (forse per cavalleria?) alla sua Rosalia. Li abbiamo conquistati anche se i nostri arti inferiori sono ormai “addormentati” pur di non disturbare il relax dei mici e, quindi, guai a muoversi!

E poi c’è lei, la piccola, Giorgia detta Agata. Racconta ancora Massimiliano: «Le ho dato Agata come secondo nome, in onore di alcuni clienti che venivano proprio da Catania. Ho vissuto per diversi anni ai piedi dell’Etna e ho riconosciuto subito la loro cadenza. Da qui l’idea di “ribattezzare” la micia in modo da ricreare la coppia Rosalia e Agata, le sante patrone delle nostre due città».
Di aneddoti sui gatti, suoi e non, Massimiliano ne ha a bizzeffe e tra una chiacchiera e un miao, il tempo sembra essersi fermato. Giorgia/Agata scatta da un punto all’altro del locale, mentre Blackie ci osserva con il suo portamento da pantera. Quelli di Nero Miciok sono gatti decisamente fortunati, in grado di regalare agli avventori del locale momenti di allegria e di spensieratezza. In certi momenti sembra di essere a Istanbul (città dei gatti per antonomasia), tra le viuzze della Grecia o in quei Paesi dove le auto non accelerano alla vista di un micio e dove le persone hanno definitivamente abbandonato ogni remora nei confronti dei gatti neri. I bambini rimangono affascinati dalle movenze di Pancake, mentre gli adulti soffrono a non poter porgere a Marco nemmeno un pizzico di formaggio. Le regole sono regole. Chi entra da Nero Miciok lo sa. E ti viene voglia di chiedere la gatto-cittadinanza.

Nota a margine, nel corso della mattinata, si celebra anche un matrimonio con tanto di scambio di fedi irlandesi. Testimoni Rosalia per lo sposo e Primo per la sposa. E vissero tutti felini e contenti...