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Palermo

Stangata in Sicilia sui “forzati” dei treni regionali: da gennaio biglietti più cari del 10%

Di Daniele Ditta

Palermo - Treni in ritardo e dal primo gennaio 2020 anche più cari del 10%. Vita dura per i pendolari siciliani che scelgono le ferrovie per la mobilità interna. Una costante negli ultimi anni, anche se Trenitalia sta rinnovando la “flotta” e il numero dei passeggeri sulla rete regionale è in aumento (un milione in più dal 2018 al 2019). Incremento quest’ultimo legato tra l’altro a strade sempre più disastrate, che hanno “dirottato” tanti pendolari sui treni. Emblematico il caso della Palermo-Agrigento, dove i lavori eterni sulla statale 121 e i numerosi semafori lungo il tracciato fanno schizzare oltre le due ore il tempo di percorrenza tra le due città.

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Se il trasporto su gomma deve fare i conti con strade tutt'altro che scorrevoli, quello su ferro è ancora caratterizzato da un elevato numero di treni in ritardo. Lo rileva il comitato pendolari siciliani-Ciufer che, nel periodo tra l’1 ottobre e il 30 novembre, ha effettuato un monitoraggio di 270 treni sui 400 che giornalmente viaggiano in Sicilia. Un lavoro certosino, anticipato a “La Sicilia” dal presidente Giosuè Malaponti. I risultati sono in controtendenza rispetto ai dati raccolti da un gruppo di agenzie demoscopiche per Trenitalia sulla puntualità percepita dai viaggiatori (9 treni regionali su 10 in orario, 91,4% delle corse). «Tra percezione e realtà lo scarto è ampio - afferma Malaponti -. Orari effettivi alla mano, non ci risulta che questa proporzione venga rispettata. Eccetto in una tratta, la Palermo-Punta Raisi». Ma Trenitalia insiste e fornisce altre statistiche: «A novembre il 90,1% di tutti i treni regionali è arrivato in orario o al massimo con 5 minuti di ritardo».

Il comitato pendolari, nell'arco di 60 giorni, ha monitorato 9 linee, conteggiando 40.636 minuti di ritardo. È quanto emerge dall'analisi di circa 11mila treni in esercizio lungo la Messina-Catania-Siracusa, Catania-Palermo, Palermo-Trapani, Messina-Palermo, Messina-Sant’Agata di Militello-Palermo, Agrigento-Palermo, Modica-Ragusa-Caltanissetta, Siracusa-Ragusa-Gela e Catania-Caltagirone. Nel dettaglio, dei 749 treni monitorati sulla Catania-Palermo 180 risultano essere arrivati a destinazione in anticipo sull'orario previsto, 32 in orario, 266 con un ritardo entro i 5 minuti, 94 in ritardo di 10 minuti, 63 in ritardo di 20 minuti e 98 oltre i 20 minuti. A ciò si aggiungano 18 treni soppressi e 11 parzialmente soppressi, per complessivi 3.994 treni-chilometro cancellati e 6.581 minuti di ritardo.

Sulla Messina-Catania-Siracusa sono stati 2.477 i convogli passati ai "raggi X": 1.098 quelli giunti in anticipo, 412 in orario, 519 con un ritardo entro i 5 minuti, 160 entro i 10 minuti, 109 entro i 20 minuti e 71 con ritardi di oltre 20 minuti. Per un totale di 3.269 treni-chilometro cancellati e 8.434 minuti di ritardo. Questo è solo un "assaggio" del rapporto del comitato pendolari siciliani-Ciufer, che domani pubblicherà dati specifici tratta per tratta, treno per treno. Tanto basta, al momento, per mettere in luce le ripercussioni sulla vita dei viaggiatori. «Un treno che non rispetta l’orario programmato – spiega Malaponti – significa arrivare in ritardo sul posto di lavoro, perdere la coincidenza con altri mezzi pubblici, non poter rispettare gli appuntamenti presi per cure sanitarie o altri tipi di impegni lavorativi e familiari. Insomma, disagi enormi per i pendolari che organizzano la propria vita in base agli orari ferroviari».

Domenica intanto scatterà l’orario invernale e dall'1 gennaio 2020, come conferma Trenitalia, entreranno in vigore i rincari su biglietti e abbonamenti (settimanali, mensili, annuali). «Salvo deliberazione contraria della Regione», recita il contratto di servizio. Ma la Regione avallerà gli aumenti: «Le nuove tariffe – spiega l’assessore ai Trasporti Marco Falcone – sono inevitabili. Nel 2019 infatti abbiamo scongiurato un aumento del 7%. Oggi, a fronte di un miglioramento del servizio e lavori alla rete ferroviaria, il 10% in più credo sia sopportabile dall'utenza». E poi, aggiunge Falcone, «ci sarà una riduzione del 55% sulla Caltagirone-Catania e del 30% sulla Palermo-Trapani via Castelvetrano. Ricordo che in Sicilia il costo di Trenitalia è inferiore rispetto ad altre regioni». L’assessore lega l’aumento delle tariffe pure alla nuova “flotta”: «Avere treni moderni e veloci significa maggiore puntualità. Oltre al materiale rotabile servono interventi sulla rete e stiamo pressando Rfi affinché faccia i lavori previsti. Contiamo di ridurre i ritardi eliminando pure 35 passaggi a livello, 21 salteranno in forza di una delibera di Giunta e 14 nell'ambito del raddoppio ferroviario da Bicocca a Catenanuova».

Sugli investimenti del gruppo ferrovie in Sicilia, il comitato dei pendolari però chiosa: «Su 1,5 miliardi che Trenitalia incasserà tra il contratto di servizio ponte e quello decennale con la Regione, 82 milioni per il materiale rotabile sono una cifra irrisoria. Per non parlare di Rfi, che nell'ultimo ventennio ha fatto ben poco».

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