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Bimba morta a Palermo, assolti 8 medici dell'ospedale Di Cristina

Palermo

Bimba morta a Palermo, assolti 8 medici dell'ospedale Di Cristina

Di Redazione

PALERMO - Sono stati tutti assolti gli otto medici dell’ospedale Di Cristina di Palermo accusati del decesso di Greta Guccione, una bambina morta a 11 mesi, dopo 4 giorni di ricovero al nosocomio. La bimba si era sentita male durante una vacanza in Spagna coi genitori: vomito, diarrea e febbre spinsero la famiglia a far rientro in Italia. Per la piccola paziente però era troppo tardi. L’esame autoptico rilevò un valore eccessivo di calcio nel sangue. Gli imputati erano Filippo Greco, Maria Letizia Lospalluti, Aldo Barone, Ludovico Salsa, Marcello Saitta, Daniella Buffa, Donatella Ragusa e Donatella Manzoni: erano difesi dagli avvocati Giuseppe e Andrea Crescimanno, Bonaventura Zizzo, Rosario Vento, Salvino Pantuso, Massimo Motisi, Aldo Caruso, Chiara e Sergio Monaco.

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Per i consulenti dei genitori di Greta i ritardi nella diagnosi sarebbero stati fatali alla piccola. Tesi non accolta dal giudice Nicola Aiello che oggi ha messo la sentenza. I fatti sono del 2013. Il pediatra, consultato mentre la famiglia era all’estero, aveva dato alla bambina una terapia che sembrava aver risolto i problemi. Ma dopo il rientro a Palermo, deciso comunque dai genitori preoccupati, lo stesso medico diagnosticò alla piccola l’acetone e diede una cura che non ebbe esiti. La bambina stava sempre peggio e la famiglia decise il ricovero al Di Cristina dove le sue condizioni peggiorarono fino al decesso.
Per la procura, a causare la morte sarebbe stato il ritardo nell’effettuazione dell’esame del «bilancio idrico», che avrebbe fatto emergere la grave ipercalcemia di cui la piccola soffriva. Sotto processo sono finiti sia i medici del pronto soccorso dell’ospedale che visitarono per primi la bambina sia quelli di pediatria e neuropsichiatria infantile che nei giorni successivi ebbero in cura Greta.

Il caso si mostrò subito complesso. La Procura chiese per due volte l’archiviazione dell’inchiesta. Poi un incidente probatorio spinse il pm a chiedere il giudizio dei medici, oggi assolti. 

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