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Palermo: Chiara, la moglie che ha commosso il governo e fatto tornare in Italia il marito contagiato

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Palermo: Chiara, la moglie che ha commosso il governo e fatto tornare in Italia il marito contagiato

Di Roberto Ginex

PALERMO - E’ stata una corsa contro il tempo quella che ha permesso di riportare a Palermo Jesus Jaime Mba Obono, 49 anni, cittadino italiano, che dopo aver contratto il coronavirus alla fine di aprile, si trovava ricoverato fino a ieri sera in un ospedale di Malabo, capitale della Guinea equatoriale, suo paese d’origine. Una notte di veglia e di attesa per la moglie Chiara Beninati, che ha seguito con apprensione tutte le fasi del trasferimento del marito, rientrato in Italia dopo un volo di oltre 6 ore. Finalmente intorno alle 5 del mattino è atterrato nell’aeroporto "Falcone Borsellino" di Palermo, il volo militare, in alto biocontenimento, messo a disposizione dal governo italiano e organizzato, su richiesta del ministero degli Esteri, dal ministero della Difesa. A bordo l’équipe dell’Aeronautica militare formata da sanitari, medici ed infermieri specializzati nell’assistenza ai pazienti affetti da malattie infettive in totale isolamento.

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Jaime, che è un tecnico informatico, ha fatto così rientro nella città dove vive con la moglie e i figli. E’ stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva e rianimazione dell’ospedale "Cervello", diretto da Baldo Renda, che già nei giorni scorsi aveva manifestato la disponibilità ad accoglierlo. Le sue condizioni sono definite critiche da sanitari, che però non disperano di salvarlo. Ma se riuscirà a sconfiggere il virus sarà anche grazie alla determinazione di Chiara, una «moglie coraggio» dal fisico minuto e dalla volontà di ferro, che nei giorni scorsi aveva lanciato un disperato appello alle istituzioni affinché il marito potesse immediatamente rientrare in Italia. Aveva infatti bisogno, oltre alle cure specifiche legate al Covid-19, di essere sottoposto a dialisi. «Un trattamento terapeutico - spiega la donna - che in Guinea equatoriale non viene praticato. Mio marito è stato ricoverato lo scorso 27 aprile, poi le sue condizioni si sono aggravate ed è stato intubato. Due giorni fa mi hanno detto che era praticamente in fin di vita».

Chiara e Jaime sono molto impegnati nel sostegno alle comunità africane che vivono a Palermo e che si sono subito mobilitate insieme a tante persone, anche sconosciute, in una gara di solidarietà. Grazie a loro sono stati raccolti, sulla piattaforma "GoFundMe", ben 104mila euro, che dovevano servire per noleggiare un aereo sanitario privato per volare in Guinea equatoriale e tornare in Italia con Jaime.

Ma la Farnesina ha subito raccolto l’appello accorato della donna che adesso ringrazia tutti. «Sono distrutta, stremata - dice all’ANSA - ma felice perché ce l’abbiamo fatta con una "zattera di salvataggio" messa in piedi nel giro di poche ore dal governo italiano. Voglio ringraziare il ministro Luigi Di Maio, i funzionari della Farnesina, l’Aeronautica militare, il sindaco Leoluca Orlando che stamani mi ha fatto venire a prendere a casa dal comandante della Polizia municipale per andare in aeroporto».

Chiara ha fatto tutto il possibile per salvare il marito, adesso deve solo sperare. «Sono felice perché adesso è qui con me, ma anche preoccupata. Mi sembra di vivere una situazione surreale, ora ci affidiamo a Dio e alla Madonna e ai medici che si stanno prodigando in tutti i modi». Come conferma anche il primario del reparto di Terapia intensiva e Rianimazione, Baldo Renda. «Il paziente, affetto da coronavirus, è arrivato con una disfunzione multiorgano. E’ stata completata la dialisi, stiamo continuando la ventilazione meccanica secondo i protocolli di casi gravi come questo, alcuni valori sono in discesa. Le sue condizioni sono critiche ma noi non disperiamo». 

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