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Palermo

Effetto Covid, Comuni siciliani in affanno senza turisti e tassa di soggiorno

Di Giuseppe Bianca

Palermo - Se tornassero il cavalier Pezzella e il maresciallo Topponi de “I tartassati” con Totò e Aldo Fabrizi - «Se i tributi sono troppo alti non è peccato non pagarli, io obbedisco a Sant’Agostino» pontificava il principe della risata - forse farebbero a gara per riscrivere quei dialoghi. Magari inserirebbero qualche battuta a effetto in controtendenza con il passato, prendendo spunto ad esempio dalla tassa di soggiorno, quella che i turisti versano nelle casse comunali attraverso gli alberghi, il cui ridimensionamento straordinario dovuto al post Covid ci ricorda due cose: che il ritorno alla normalità è un viaggio lungo da percorrere e che i Comuni oltre al danno subiscono adesso anche la beffa.

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Perché la tassa che i turisti versano senza battere ciglio nell’economia di un viaggio ha aiutato, e non poco, le casse degli enti locali che oggi si riscoprono più poveri e con una risorsa in meno per tutta una serie di servizi, anche in virtù del chiarimento della Corte dei conti, secondo cui si può ampliare la platea degli interventi purché rimanga integro il concetto della valorizzazione del comune bene da valorizzare. Oggi l’analisi del primo miglio di questa estate è scoraggiante. Se Taormina l’anno scorso di questi tempi aveva già incassato un milione di euro dalla tassa che i turisti lasciavano negli alberghi alla fine del soggiorno, quest’anno la stessa cifra non superera i 90mila euro. A Catania la stima che fanno a Palazzo degli Elefanti è di circa -60%, pari a circa 1,6 milione di euro in meno rispetto a quanto preventivato nello scenario pre Covid. Non va meglio a Cefalù: «Lo scorso anno ci siamo fermati poco sotto al milione di euro dalla tassa di soggiorno - ricorda il sindaco Rosario Lapunzina- fino a questo momento invece siamo arrivati ad appena 80mila euro».

Cifre da scenari post-bellici che danno la percezione di quanto più basso sia nella stagione 2020 il moltiplicatore che avrebbe dovuto alimentare l’economia di un intero territorio: «Avremo meno incassi anche dai parcheggi - commenta Lapunzina - ma anche dai luoghi di cultura messi a reddito. Proveremo ad allungare la stagione, ma il quadro è pesante: quest’anno abbiamo molti bagnanti e pochi turisti». Un esempio: il Club Med ha dato il via alle danze il 5 luglio, ma viaggia a scartamento ridotto e ha deciso di non andare a pieno regime, utilizzando 400 dei 600 posti disponibili. Si respira anche a Palermo il turismo a una velocità, quello che non può ripartire solo con i flussi interni, ma più in generale è l’intera Isola delle vacanze che rimane consapevole di dovere attutire la botta da qui ai prossimi mesi.

Secondo Mario Alvano, segretario generale di Anci Sicilia «intervenire sull’imposta di soggiorno è molto più complesso che farlo sui tributi locali. Gli operatori turistici di fatto fanno solo da tramite tra il turista che soggiorna e i comuni che incassano. In questo caso l’emergenza Covid ha compromesso nella sua interezza i comparto turistico ed ha determinato una significativa riduzione delle presenze». La via maestra rimane quella di bussare cassa a Roma dove oltre all’intervento di 100 milioni di euro previsti dal Dl rilancio si intravede dopo l’estate la possibilità di una ulteriore quantificazione: «Occorre a mio avviso - ribadisce Alvano - che le politiche già messe in campo (bonus vacanza) e quelle che potranno ulteriormente essere previste tengano conto di questo mancato introito per i comuni e prevedano forme di ristoro, anche perché - conclude - per favorire una ripartenza nel settore turistico la strada non può essere però sospendere l’imposta perché sarebbe insostenibile per i Comuni interessati».

Nella speranza cioè che la straordinarietà e l’eccezionalità di questi mesi non diventi la nuova regola ai tempi del coronavirus intermittente, la possibilità cioè di risarcire i Comuni dal mancato introito potrebbe assumere forme diverse, tra cui, quella di moneta sonante (sino a 300 milioni da parte dello Stato) da qui alla fine dell’anno da riversare nelle casse esangui degli enti locali. Per il resto la stagione procederà nella speranza che la cornice di regole delle località turistiche sia in grado di coniugare responsabilità e distanziamento sociale.

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