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Palermo

Truffato da ex finanziere, presidio fisso davanti Tribunale di Palermo

Di Redazione

PALERMO - Ha perso 70 mila euro dei suoi risparmi, a causa di una truffa che sarebbe stata messa in atto da un ex maresciallo della Guardia di Finanza e dalla moglie. "Avevo un lavoro che mi dava grandi soddisfazioni, dopo quello che ho subito sono rimasto senza soldi e costretto a ricorrere al reddito di cittadinanza - dice Fabrizio Sanfilippo, artigiano e incastonatore di gemme preziose - per questa ragione da domani fino a venerdì prossimo, assieme ad altre vittime della truffa, saremo presenti con un presidio fisso davanti al Tribunale di Palermo, dopo un primo sit-in fatto giovedì scorso». Sanfilippo ha chiesto di essere ricevuto dal procuratore capo Francesco Lo Voi e al ministro per la giustizia Alfonso Bonafede per sollecitare la Procura di Palermo all’applicazione delle misure di prevenzione e delle misure cautelari come previsto dal codice penale nei confronti dei coniugi «i quali - dice - truffano e riciclano il danaro dei risparmiatori».

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L’ex maresciallo sarebbe stato allontanato alcuni anni fa dalle Fiamme Gialle per provvedimenti disciplinari. «I coniugi - sostiene Sanfilippo, che ha denunciato i fatti alla Polizia e alla Guardia di Finanza e che è stato anche ascoltato per diverse ore dal magistrato che segue l’inchiesta - sono già conosciuti dall’autorità giudiziaria, hanno già altri processi in corso al Tribunale di Palermo. Purtroppo, io e la mia famiglia siamo vittime di una delle loro truffe, marito e moglie facevano transitare il denaro degli investitori dai loro conti correnti e poi accreditavano le somme verso conti correnti all’estero e avrebbero continuato liberamente a delinquere». Al ministro Bonafede, Sanfilippo ha scritto: «Purtroppo la mia grande sfortuna è che queste due persone abitano a 150 metri da casa mia e continuano la loro vita come se nulla fosse successo, mentre io, con la mia famiglia, sono finito sul lastrico. Ho due figlie e oggi vivo con il reddito di cittadinanza che mi permette di fare la spesa ma non di garantire tutto quello di cui ha bisogno la mia famiglia. Ho dovuto chiudere la mia attività di incastonatore, ma non ci rassegniamo perché vogliamo giustizia e gli autori di queste truffe devono pagare», conclude.

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