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Giallo a Palermo su ritrovamento cadaveri: sono quelli di Antonio e Stefano Maiorana?

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Giallo a Palermo su ritrovamento cadaveri: sono quelli di Antonio e Stefano Maiorana?

Di Redazione

PALERMO - Si apre un giallo intorno al ritrovamento di due cadaveri sui fondali della diga Garcia, nel territorio di Contessa Entellina, in provincia di Palermo. I corpi, affiorati a fine novembre (ma la notizia è stata resa nota solo ora), in un periodo di scarsa piovosità che ha svuotato il lago artificiale, secondo gli investigatori sono rimasti in acqua almeno dieci anni, tanto che non è riconoscibile neanche il sesso, nè si può determinare allo stato l'età. Accanto ai cadaveri, una corda e un cubo di cemento. Ora spunta l’ipotesi che potrebbe trattarsi degli imprenditori Antonio e Stefano Maiorana, spariti nel nulla il 3 agosto 2007: l'ultima volta erano stati visti in un cantiere edile di Isola delle Femmine, nel Palermitano, dove la loro impresa stava realizzando un residence.  Soltanto gli esami genetici possono stabilire se si tratta dei Maiorana ed è quello che stanno cercando di fare gli uomini del Ris dei carabinieri.

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L’ex moglie dell’imprenditore, Rosaria Accardo, soltanto un paio di mesi fa si era opposta, attraverso l’avvocato Giacomo Franzitta, a una nuova richiesta di archiviazione dell’indagine avanzata dalla Procura di Palermo, dopo che il caso era stato riaperto con due indagati: Paolo Alamia, ex socio del sindaco mafioso Vito Ciancimino, nel frattempo deceduto, e il costruttore Giuseppe Di Maggio. La procura ha scavato nel passato degli scomparsi, ha fatto luce sulla situazione economica dell’azienda. Padre e figlio (studente universitario), quel 3 agosto di 14 anni fa si erano allontanati da via del Levriere, ad Isola delle Femmine, dicendo agli operai che sarebbero tornati da lì a poco. In serata i familiari denunciarono la scomparsa ai carabinieri. La loro Smart fu trovata nel parcheggio dell’aeroporto di Palermo, chiusa a chiave. Ma nella lista dei passeggeri partiti dallo scalo di Punta Raisi non figuravano i loro nomi. Nel corso delle indagini, i carabinieri scoprirono che il giorno della scomparsa in cantiere era avvenuta una lite. Fu avanzata l’ipotesi che Maiorana avesse ricattato Alamia affinché cedesse le quote di una società che aveva costruito delle case a Isola delle Femmine.

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