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Palermo

Open Arms, arringa Bongiorno: «Nave bighellonò 13 giorni, nessun sequestro di persona»

Di Redazione

PALERMO - E’ cominciata con l’arringa difensiva l’udienza preliminare a carico del senatore Matteo Salvini, imputato, a Palermo, di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per aver vietato l’approdo alla nave della ong catalana Open Arms con a bordo 147 migranti soccorsi in mare. Il giudice per le udienze preliminari, Lorenzo Jannelli, dovrà decidere se rinviare, o meno, a giudizio il leader della Lega. I fatti sono dell’agosto 2019. L’imbarcazione rimase per giorni a largo di Lampedusa. La legale del leader della Lega, Matteo Salvini, l’avvocato Giulia Bongiorno sta ripercorrendo le argomentazioni della memoria depositata nei giorni scorsi agli atti del procedimento. Per la difesa, Salvini avrebbe deciso in accordo col Governo di cui faceva parte e in linea con la politica dell’esecutivo sulla gestione dei flussi migratori. Inoltre, per la legale, la nave avrebbe rifiutato l’approdo offerto da Malta e dalla Spagna dirigendosi verso Lampedusa e le coste italiane.

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"Italia informata solo nella tarda serata del 2 agosto dopo alcuni eventi di soccorso e dopo che Malta e Spagna erano già state informate", avrebbe detto, a quanto si apprende, l'avvocato Giulia Bongiorno, che ripercorre la rotta e i salvataggi di quei giorni: “In quei giorni Open Arms non è abbandonata a se stessa, è stata sorvolata da tutti e tutti offrono aiuto. Aerei militari, petroliere, aerei di ricognizione, Ocean Viking, altri natanti, un veliero. Con un certo numero di migranti a bordo, decisamente superiore a quelli indicati per la capienza, Open arms decide di bighellonare 13 giorni". L’attività della Open Arms "era una pesca del migrante”. "Ma con Salvini si ritiene grave il tempo atteso prima del pos, ovvero meno della metà del tempo. Dal 14 al 20 agosto. Non c'è sequestro di persona se si bighellona 13 giorni, ma c'è sequestro se si è ormeggiati la metà del tempo?”, ha aggiunto Bongiorno.

L’avvocato Giulia Bongiorno, al termine della sua lunga arringa difensiva, ha chiesto il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste o, in subordine, per insindacabilità del fatto. Salvini non ha rilasciato alcuna dichiarazione all’uscita dall’aula bunker del carcere di Palermo dell’Ucciardone. L’udienza è stata sospesa e riprenderà alle 15.

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