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Credito d'imposta su viaggi e prodotti locali Dalla Sicilia la proposta che piace al Governo

Di Carmen Greco
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Catania . Crediti d'imposta per le aziende che promuovono viaggi per i loro dipendenti e per quelle che acquistano prodotti agroalimentari di aziende locali. Sono solo due delle proposte partorite dal tavolo di lavoro sul turismo organizzato a livello nazionale da Aidda, (Associazione (Associazione Imprenditrici Donne e Dirigenti di Azienda che in Italia raccoglie 800 socie, di cui il 10 per cento nell'industria del turismo) per affrontare la pesantissima crisi del settore.

Un impegno avviato nei mesi del lockdown che, per la prima, volta ha portato le imprenditrici a confrontarsi direttamente con il governo attraverso una serie di webinar (seminari sul web) promossi dai vari gruppi di lavoro costituti in Aidda. “Regista” dell'operazione per il settore del turismo, Ornella Laneri, ad del Four Points by Sheraton Catania Hotel e coordinatrice nazionale del settore turismo per Aidda.

«Tutto è nato in piena crisi Covid – racconta – quando lo stato d'animo di molte di noi era veramente preoccupante. Da una chiacchierata-sfogo con la presidente Aidda del Veneto, Edy Dalla Vecchia, è nata l'idea di costituire dei tavoli di lavoro per vedere come reagire a questa situazione».

Così con un tam tam sulla chat di Aidda è nata una rete – prima di sentimenti comuni, poi di operatività immediata – che in pochissimo tempo ha portato alla nascita di tre gruppi di lavoro sulle questioni più immediate: economia, protocolli di sicurezza, marketing e comunicazione. Da lì sono partiti poi altri tavoli di lavoro su edilizia, agricoltura, (agriturismi), industria, per discutere non tanto e non solo dell'emergenza ma soprattutto del “dopo”.

Adesso i frutti si cominciano a vedere se è vero che nel primo piano di marketing per promuovere il turismo in Italia presentato da Enit e Mibact ci sono anche le proposte del gruppo di lavoro “Aidda for Tourism” partite dalla Sicilia, proposte già presentate alla sottosegretaria al Mibact Lorenza Bonaccorsi.

«Se si chiede a un'azienda di anticipare il voucher non gli stai dando respiro, non gli dai quella liquidità di cui hanno bisogno - ha spiegato Laneri - allora poiché ci sono anche aziende che stanno bene e che organizzano viaggi come incentivi per i loro collaboratori, la proposta che abbiamo fatto è quella di comprare un viaggio in Italia al posto dei voucher, così le aziende usufruiscono del 30% di credito d'imposta e le strutture alberghiere ricevono denaro liquido».

Il gruppo di lavoro sul marketing e comunicazione è andato anche oltre, dando vita ad un vero e proprio prodotto che si chiamerà “women destinations” e coinvolgerà le socie Aidda in tutto il mondo. Questo modello operativo avviato in Sicilia, è diventato qualcosa “da esportare”. Le socie turche di Aidda nel mondo si sono già messe in contatto per capire come affrontare la crisi post-Covid.

L'altra proposta partita dalla Sicilia, su input di Roberta Capizzi, proprietaria del ristorante Me Cumpari Turiddu di Catania, socia Aidda e membro dell'Alleanza Slow Food dei cuochi è stata quella del credito d'imposta per le aziende che acquistano prodotti agroalimentari “local” (non solo prodotti a marchio Slow Food) e di qualità, per dare vita ad un modello di economia circolare che fa bene non solo alle aziende del settore, ma a tutto il territorio.

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