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«Il governo si attivi per far sì che i pescatori tornino a casa»

Di Redazione

Palermo. «Chiediamo al governo nazionale un intervento immediato che consenta il rilascio dei marittimi e dei motopescherecci catturati da Hatfar. C'è un grande sentimento di preoccupazione, le famiglie sono in uno stato di ansia ormai da due mesi». Lo ha detto Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia in merito alla vicenda dei 18 marittimi di Mazara del Vallo, sequestrati in Libia. «Ci conforta sapere - spiega - come specificato dall'ambasciatore italiano a Tunisi, che i marittimi stiano bene fisicamente, ma sappiamo anche che sono molto provati psicologicamente e che non sono in grado di reggere ulteriormente questa tensione. Per questi motivi è assolutamente necessario pervenire ad una rapida soluzione».

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A sollecitare il governo sono anche i deputati della Lega Lorenzo Viviani, Alessandro Pagano e Paolo Formentini: «La Lega fin dai primi minuti successivi al sequestro dei 18 pescatori ha seguito, con preoccupazione, la vicenda: lungi da noi fare polemiche, ma vorremmo che il nostro senso di responsabilità fosse corrisposto dal governo. In due mesi, nonostante le reiterate richieste, non abbiamo ottenuto risposte per i familiari dell'equipaggio. Riteniamo che vada trovata un'immediata soluzione. La priorità di tutti deve essere l'immediato ritorno a casa, dai loro affetti, dei pescatori e su questo deve esserci la complessiva convergenza di tutti, immaginando che in alcun modo possano emergere sensibilità marginali o egoistici fraintendimenti».

Dello stesso tono le parole di Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi firmatario insieme ai colleghi Maria Cristina Caretta e Andrea del Mastro delle Vedove nella richiesta per il ristoro economico a sostegno delle famiglie dei pescatori arrestati in Libia e degli armatori formulata nella risoluzione presentata in commissione Agricoltura: «Abbiamo preso a cuore la vicenda. Nonostante le imbarcazioni italiane stessero svolgendo regolare attività di pesca a 60 miglia dalla costa libica, rispettando le norme internazionali, sono stati accusati di violazione territoriale e delle acque libiche. Il processo a loro carico, previsto per il 20 ottobre, non è avvenuto. Nel frattempo da due mesi le famiglie dei pescatori rapiti sono in presidio in piazza Montecitorio in attesa di una risposta da parte del Governo. Abbiamo pertanto presentato una risoluzione in commissione Agricoltura per chiedere appunto al Governo di intervenire, attivando anche i canali della cooperazione internazionale, per riportare a casa i diciotto pescatori, adottare iniziative volte a destinare sussidi economici alle loro famiglie e indennizzi in relazione ai costi sostenuti per le imbarcazioni. Il premier Conte e il ministro degli Esteri Di Maio accelerino per far tornare in Italia i nostri connazionali».

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