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ROMA

Migranti: Di Maio, storpiate mie parole

Ancora una volta chiamato fascista, io sono per legalità

Migranti: Di Maio, storpiate mie parole

ROMA, 29 AGO - "In questi giorni ancora una volta sono stato definito fascista, razzista, addirittura "imprenditore della paura". E ancora una volta, storpiando le mie parole, si è giocato a spaccare il M5S. Non ho mai giustificato alcuna violenza della polizia, neanche verbale. Non ho mai pensato né detto che il Sindaco di Roma o il Governo nazionale non dovessero occuparsi dei migranti". Lo scrive, in un lungo post su facebook, il vice presidente della Camera M5S Luigi Di Maio. "Nella mia idea di Paese la polizia non spezza le braccia a nessuno, non lo minaccia neanche. Non si lanciano neppure bombole di gas contro la polizia, né si occupano edifici privati o pubblici. Sono sempre stato per la legalità e la moralità", spiega Di Maio che sottolinea: "sono ancora fermamente convinto del valore della mediazione e dell'integrazione. Penso però che al di là della tua nazionalità, se vuoi partecipare al processo di integrazione e accoglienza devi rispettare le regole che si è data quella comunità che ti accoglie".

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