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Micchiché: «Gli assessori? D’accordo con Musumeci, prima la giunta e poi l’Ars»

Di Giuseppina Varsalona |

PALERMO – «Se riusciremo a trovare la quadra, sono d’accordo con Musumeci di fare il governo anche prima dell’elezione del presidente dell’Ars. Appoggio la sua linea di fare subito la Giunta. Prima si fa e meglio è, perchè la Sicilia non può aspettare i tempi della politica. La situazione della Regione è talmente grave che bisogna intervenire urgentemente». Così Gianfranco Miccichè, commissario regionale di Forza Italia in Sicilia, al termine dell’incontro, a Palazzo d’Orleans, a Palermo, con il presidente della Regione, Nello Musumeci.

Quanto all’ipotesi di assicurarsi lo scranno più alto dell’Assemblea regionale siciliana, a cui il leader azzurro aspira, prima di procedere alla formazione del governo, per evitare di creare scontenti fra i deputati esclusi e blindare la sua elezione, Miccichè chiosa: «Non esiste il rischio di franchi tiratori. Siamo una coalizione coesa».

A che punto è il braccio di ferro tra lei e il presidente Musumeci? Prima si farà la giunta e poi si procederà all’elezione del presidente dell’Ars o viceversa?

«Non esiste alcun braccio di ferro tra me e il presidente – risponde Miccichè -. Sono solo invenzioni giornalistiche. Sono d’accordo con la sua proposta di fare la giunta prima possibile. Prima si decide e meglio è, perchè la Sicilia non può aspettare i tempi della politica. La situazione della Regione è talmente grave che bisogna intervenire urgentemente».

A quali condizioni accetterà l’ipotesi del presidente di fare prima il governo? Con lei assessore alla Sanità?

«Oggi – dice Miccichè – non abbiamo consegnato alcuna rosa di nomi a Musumeci. Io non voglio fare l’assessore ma il presidente dell’Assemblea: questa è stata sempre la nostra proposta. E’ chiaro che sarà l’Aula a decidere».

Così facendo, non teme che i deputati esclusi dal governo possano votare contro di lei in Aula? Non teme i franchi tiratori?

«Non ce ne saranno – replica Miccichè – perchè siamo una coalizione seria. Non ci saranno scontenti».

Per poter contare su qualche voto in più, è vero che ci sono trattative in corso con il Pd, che punta ad avere la vicepresidenza dell’Ars?

«Quello della vicepresidenza – spiega Miccichè – è un problema dell’opposizione e bisognerà vedere se in Aula avranno i numeri per farlo. Io proverò a trovare qualche accordo per essere aiutato, ma non sono in contatto con nessuno. Se bisognerà fare questi accordi, sarà Musumeci stesso ad occuparsene».

Parliamo del nodo Sgarbi. Le sue quotazioni sono scese? Andrà alla Fondazione Federico II o alla Villa del Casale?

«Non esiste proprio – dice Miccichè -. Sono solo invenzioni giornalistiche. Sgarbi farà l’assessore ai Beni culturali, perchè quello è il suo mestiere».

Siete il partito di maggioranza della coalizione. Quanti assessori vi spettano?

«Più degli altri…».

Come farete ad accontentare gli appetiti dei deputati azzurri di tutte le province?

«Le province sono nove – risponde Miccichè – e questo è impossibile. Diciamo che avremo gli assessori che ci spettano».

Da Agrigento potrebbe arrivare Vincenzo Giambrone?

«Mi sembra difficile».

E Riccardo Gallo Afflitto?

«E’ diventato deputato ed è molto contento».

Le quotazioni di Marco Falcone sono più alte?

«Non c’è dubbio – sottolinea Miccichè – che viene da una posizione di forza perchè è capogruppo uscente».

Un’ultima domanda: Savona è indagato per una una serie di compravendite immobiliari che gli investigatori considerano fittizie…

«Savona mi ha detto che è una cosa folle e gli credo», conclude Miccichè.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA


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