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Matilde e Ylenia, i destini separati delle “berluschine”

L’eletta: «Grazie al Cav, a Miccichè e a Martino». La bocciata: «Calunnie su di me, ma ora sono più forte»

Matilde e Ylenia, i destini separati delle “berluschine”

Ylenia Citino e Matilde Siracusano. Due storie parallele che però non si sono incontrate. E la separazione dei destini è arrivata al momento della presentazione delle liste: la prima, catanese, depennata dal posto di capolista nel proporzionale dell’Agrigentino (le hanno preferito la magistrata Giusi Bartolozzi, compagna del vicepresidente della Regione, Gaetano Armao) e candidata in Lombardia; la seconda, messinese, in campo nell’uninominale della sua città, ma riprotetta in più di un plurinominale.

Il finale? Citino non eletta, anche per l’onda leghista che ha ristretto gli spazi in Padania; Siracusano, invece, neo-deputata dalla porta principale.

E pure le reazioni sono diverse. Ylenia parla di sconfitta «pronosticata sin dall’inizio», al culmine di «una campagna antropologica prima ancora che politica». Perché mai? «Certe cose non riuscirò mai a capirle, purtroppo, per esempio i meccanismi che si sono attivati alla notizia della mia candidatura in Sicilia e che hanno scatenato da “fonti forziste” quel profluvio di calunnie e di insinuazioni dei pennivendoli. Ma me ne sono fatta una ragione e ora, ex post, valuto tutto con sollievo e serenità. Mi sento più forte di prima, pronta a ricominciare».

Matilde parla già da onorevole. «La Sicilia si è confermata azzurra con un 21% che sottolineo con tutto l’orgoglio possibile». Poi la parte personale: «Per la prima volta entrerò alla Camera da eletta: una responsabilità e un onore che mi gratifica e lusinga». Promesse? Una sola: «Continuare ad essere interfaccia del territorio nelle istituzioni». E, infine, tre ringraziamenti speciali: a Silvio Berlusconi «per la forza e il coraggio con cui si spende instancabilmente con passione e ardore unici»; a Gianfranco Miccichè che «ha ritenuto di dare una svolta e mettere in gioco nomi e volti nuovi, rendendo protagonisti attivisti che, come me, hanno avuto la chance di proporsi»; e all’ex ministro Antonio Martino, zio alla lontana, «il cui pensiero liberale di caratura eccelsa è stato per me fonte di ispirazione e di conoscenza».

Twitter: @MarioBarresi

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