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Musumeci “Dr. Falco” e “Mr. Colomba”: la scelta più difficile al bivio della verità

"Non farò il mercato nero dei deputati".

Musumeci “Dr. Falco” e “Mr. Colomba”:  la scelta più difficile al bivio della verità

Catania - Non sta più allo sportello da qualche decennio. Eppure Nello Musumeci l’impiegato di banca l’ha fatto davvero, rinunciando a quella sostituzione estiva che (forse) gli avrebbe aperto le porte alla carriera dei suoi sogni. Quella da giornalista. Ha fatto il bancario, per poco. Poi, sempre, il politico e l’amministratore pubblico.

Ma di numeri ne mastica. E i conti, Musumeci, sa farseli. Dunque il fatto che all’Ars non abbia una maggioranza - dal primo giorno - gli è chiaro.
 
Il problema, però, è che dentro i numeri ci sono le persone. E soprattutto i comportamenti. Perciò a Palazzo d’Orléans, quando alcuni testimoni oculari hanno riportato le cronache del voto di martedì sullo stralcio del bilancio provvisorio, s’è avuta un’altra percezione della crisi. Perché il punto non è che a Sala d’Ercole non c’erano i numeri: se si fosse votato, la maggioranza avrebbe perso 29-22. Il segnale più allarmante è quell’invito rivolto da alcuni deputati di centrodestra a M5S e Pd per togliere il burka del voto segreto. «Tanto noi votiamo contro...». Sussurri urlati e grida bisbigliate. Allo scopo di affossare il ddl del governo.
 
Ed è qui che viene fuori il tratto più intransigente (e talvolta rancoroso) del presidente. Il Nello “Dr. Falco”. Che annuncia, negli studi di Trm, di voler andare avanti a testa bassa. «Se volessi potrei portare nella maggioranza alcuni deputati dell’opposizione, come ha fatto il mio predecessore, ma non lo farò: non è tempo di mercato nero, ognuno rimanga al proprio posto». Del resto, rilancia, «non c'è bisogno di una maggioranza: ho governato la Provincia di Catania senza avere una maggioranza ed è diventata la prima Provincia d’Italia». La sfida: «Se l'opposizione vuol dire sempre no, lo faccia ma a viso aperto e senza ricorrere al voto segreto». E l’apertura di Musumeci “Mr. Colomba”: «Così come se c'è chi vuole votare le proposte del governo lo faccia altrettanto alla luce del sole».
 
Un invito. Al quale lavorano già gli specialisti delle trattative. Ieri, rivela un’autorevolissima fonte governativa, «ci sono stati contatti con tutti i gruppi dell’Ars». La tesi? «È sempre quella del discorso d’insediamento: la Sicilia ha bisogno di grandi scelte condivise. Su enti economici, Iacp e altro noi siamo pronti a convergenze». E in prospettiva «le grandi riforme potranno vedere un tavolo con cui scrivere il nuovo Statuto, riformare la legge elettorale e approvare norme per accelerare la spesa».
 
Ma in mezzo c’è la Finanziaria. Ieri la giunta ha fatto le ore piccole per la versione 2.0. Dopo una giornata di consultazioni. Aperta da una telefonata di Musumeci al capogruppo del Pd, Peppino Lupo. Mentre gli altri allargavano lo spettro di navigazione. Verso i tanti isolotti dell’arcipelago dem, in alcuni dei quali s’è rinfacciato agli emissari che la maggioranza è stata «famelica» nell’accaparrarsi seggiole e poltrone. Ma i pontieri del centrodestra provano anche a riportare le pecorelle smarrite dentro lo steccato della maggioranza. E in questo, più per necessità che per scelta, Nello “Dr. Falco” fa asse con Gianfranco Miccichè contro i rivoltosi; mentre Musumeci “Mr. Colomba” deve ascoltare tutti e provare a convincerne qualcuno. Nessuna telefonata a Giancarlo Cancelleri: ancora tossici, dopo la velenosa contesa elettorale, i rapporti fra vincitore e vinto. Eppure qualcuno ha sondato i grillini. «Presidente, vogliono che parli tu in prima persona», l’esito del contatto.
 
E ora che si fa? Una soluzione, fra le righe, l’ha rivelata quel simpatico mattacchione di Miccichè: «Avete mai visto un governo che non approva la finanziaria? Se riusciamo a farlo entro il 31 saremo felici...». Altrimenti, pazienza. «Il bilancio non è mai stato approvato a marzo che io ricordi e a volte si è arrivati a giugno, quindi siamo in tempo per un governo che ha trovato soltanto fogli di carta bianca in materia finanziaria», sostiene il governatore.
Convinto che «il bilancio si possa votare in due-tre giorni con buona volontà e senza ostruzionismi». Ma ormai rassegnato alla proroga dell’esercizio provvisorio. Sfidare i numeri proibitivi dell’Ars per il “dentro o fuori” (ma subito)?. O dialogare (con tutti, M5S compresi) su una Finanziaria “di salute pubblica”?
 
Nello “Dr. Falco” o Musumeci “Mr. Colomba”? Già questa mattina una prima risposta. Soltanto la prima. Nell’audizione in commissione Bilancio all’Ars. Il governatore parlerà di numeri. Ma soprattutto dovrà dire - o far capire - quale strada vuole imboccare al bivio della crisi. C’è chi lo ascolterà con attenzione. Parola per parola.
Twitter: @MarioBarresi

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