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Voto di scambio, Ars senza pace. Ombre anche su chi sostituirà Pippo Gennuso

Nelle carte della Dda il nome di Daniela Ternullo, prima dei non eletti nella lista degli Autonomisti e popolari: non è indagata

Voto di scambio, Ars senza pace. Ombre anche su chi sostituirà P ippo Gennuso

Daniele Ternullo accanto a Gennuso durante un incontro politico

CATANIA -  «Siamo restati a bocca aperta», ammette. Poi confessa la dolorosa rinuncia. Perché «la parola è parola!». Sono le regole d’onore. E così Massimo Rubino - ritenuto dalla Dda di Catania il “facilitatore” del deputato regionale Pippo Gennuso nella compravendita dei voti della mafia - narra il suo sbigottimento. Perché ci sarebbe qualcuno con un “budget” ancora più alto del deputato regionale di Rosolini.

Il mistero emerge dall’ordinanza del gip di Catania, Giuliana Sammartino, che ha disposto i domiciliari per Gennuso e Rubino, e il carcere per Francesco Giamblanco, genero del boss di Avola, Michele Crapula.

Il 30 ottobre 2017, a pochi giorni dal voto, Rubino discute con Salvatore Caruso, altro acchiappavoti di Gennuso. Caruso non è indagato, né ritenuto dai carabinieri contiguo alla cosca di Avola. A un certo punto «Caruso - si legge nell’ordinanza - passava a parlare di un incontro con un altro candidato che, secondo accordi iniziali, doveva essere sostenuto sia dal Caruso che dal Rubino». In codice: «Quello dove stavamo andando noialtri, giusto?», Ricostruisce il gip: «Il Caruso riferiva che quella mattina questo candidato si era presentato con una proposta economica sorprendente (aveva detto di volere “mollare” molto più del Gennuso) ma che egli aveva dovuto rifiutare per l'impegno preso col Gennuso». Questa la frase esatta di Caruso: «Siamo rimasti con la bocca aperta perché era molto più alto di quanto sta mollando lui, attenzione ah. Ma la parola è parola!». Rubino ne è lieto: «Qua l'autostrada abbiamo, Turi».

«Lui» sarebbe Gennuso. E l’identikit del candidato che «sta mollando» di più? La rivela, poco dopo, lo stesso Rubino in un colloquio con Peppe Casella. «Lo sai chi aveva detto di votare lui (Giuseppe Agricola, consigliere comunale non indagato ndr) a Salvatore (Caruso, ndr)? La Ternullo».

Ovvero: Daniela Ternullo, candidata con gli Autonomisti e Popolari, la stessa lista di Gennuso. Risultata poi la prima dei non eletti con 1.796 voti. Quasi una maledizione. L’eletto arrestato e sospeso dall’Ars per un’inchiesta su voto di scambio nella quale esce il nome della deputata che gli subentrerà. Ternullo, ovviamente, non è indagata.

Rubino: «Si vorrebbe ammuccare i voti miei? Ah? Ah?».

Casella: «... così si vendono quelli tuoi e si vendono quelli suoi ...».

Rubino: «I miei sono assai! Ho 'nglagliato (agganciato ndr) a quattro piccioteddi ...».

Per il giudice parlano della neo-deputata Ternullo: 42 anni, diploma di Ragioneria, ex impiegata nel marketing, vicesindaco e assessore allo Sviluppo economico di Melilli. «Non era questo il modo con cui volevo diventare deputato all’Ars», ha confessato a La Sicilia di Siracusa dopo l’arresto del deputato, dicendosi «piuttosto preoccupata per quello che succede a Pippo Gennuso». Fu proprio lui che la volle in lista. «Ringrazio l’onorevole per l’opportunità che comunque mi ha dato», disse Ternullo in un comizio con “Zu’ Pippo£ che puntava anche a un successivo seggio a Roma. Lei, in politica da appena tre anni, ricambiò la fiducia battendo al fotofinish Iano Dell’Albani (1.600 voti), altro gennusiano accreditato per il secondo posto.

Adesso Daniela Ternullo da Melilli sta per entrare all’Ars. Col cuore triste per i guai dell’«onorevole». E qualche sfumatura di grigio. Personale.

Twitter: @MarioBarresi

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commenti 1
  • ASTOLFO

    20 Aprile 2018 - 20:08

    Mors tua, vita mea.

    Rispondi

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