home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

A Rosolini le elezioni non andavano indette: «Clamoroso errore della Regione»

Il Tar si pronuncerà a luglio: solo allora si saprà se l’ex sindaco potrà proseguire il suo mandato

A Rosolini le elezioni non andavano indette: «Clamoroso errore della Regione»

«Un clamoroso errore della Regione che non doveva indire le elezioni amministrative in città e che quando ne è venuta a conoscenza non ha fatto la revoca». Commenta in questo modo l’avvocato Emanuele Tringali, esperto in diritto amministrativo, il ricorso al Tar presentato dall’ex sindaco Corrado Calvo, il quale ha affidato proprio al legale il mandato di seguire il ricorso avverso alla decisione della Regione di indire le elezioni a Rosolini. Il Tar si pronuncerà la prima settimana di luglio e se dovesse accogliere il ricorso, le elezioni del 10 luglio verranno annullate e Corrado Calvo proseguirà il suo mandato fino al 2020.

«Un fatto eclatante – dice l’avvocato Tringali – la Regione ha dimenticato quanto dispone l’articolo 51 del Testo unico enti locali, ovvero che il sindaco e il consiglio comunale durano in carica 5 anni. Si tratta di un errore clamoroso, l’atto di indizione delle elezioni andava impugnato e per questo è stato presentato ricorso al Tar. Rosolini non doveva essere inserita tra le città che dovevano votare».

L’avvocato Tringali ha ricordato quando nel 2013 Calvo fu eletto sindaco dopo aver vinto il ballottaggio contro Pippo Incatasciato. Il terzo arrivato, l’avvocato Giovanni Giuca, per un solo voto di scarto sul secondo, presentò ricorso al Tar. Il Comune fu commissariato e il Tar dispose il ritorno al voto in due sezioni, la n. 2 e la n. 16. Le nuove elezioni si sono tenute nel mese di marzo del 2015 e Corrado Calvo fu eletto ancora sindaco di Rosolini.

«La Regione ha nominato il commissario straordinario – dice l’avvocato Tringali - e indetto nuove elezioni. Nel marzo 2015 sono state ripetute le elezioni, in seguito alle quali è stato confermato Calvo che si è quindi insediato con la sua giunta e lo stesso ha fatto il consiglio comunale. Sia il sindaco che i consiglieri comunali, così come avevano fatto nel 2013, hanno prestato nuovamente giuramento nel 2015. E’ da quel momento che l’amministrazione si insedia e da quel momento devono trascorrere i 5 anni. Dunque il mandato scade nel 2020».

Ed effettivamente il dispositivo della sentenza del Tar di Catania con cui accoglie il ricorso presentato dal candidato a sindaco del 2013, Giovanni Giuca, recita: «si dispone l’annullamento dei verbali dell’Ufficio Elettorale Centrale del Comune di Rosolini di ammissione al ballottaggio per l’elezione a Sindaco dei candidati Calvo e Incatasciato, di proclamazione a Sindaco del candidato Calvo e di proclamazione degli eletti a consiglieri comunali del Comune di Rosolini».

Ma c’è di più. La Regione Siciliana sarebbe stata informata per tempo di quanto stava accadendo, il ricorso dell’ex sindaco Calvo è stato presentato subito dopo l’indizione delle elezioni. La Regione avrebbe potuto correggere il tiro ma non l’ha fatto. «La Regione ha ricevuto il ricorso – dice l’avvocato Tringali - quindi avrebbe potuto procedere in autotutela evitando spese. Ed anche un danno alla città. Il 10 giugno i cittadini hanno eletto un nuovo sindaco, se non fosse che a Rosolini non bisognava andare a votare».

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

VivereGiovani.it

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa