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Il ministro per il Sud richiama la Regione: «Troppi ritardi nella spesa dei fondi europei»

Nella sua prima uscita nell'Isola, Barbara Lezzi comunque apre a Musumeci: «Il 28 tornerò per capire assieme ai dirigenti regionali il perché di queste lentezze». «Il Mezzogiorno non invoca solo il reddito di cittadinanza e ai ragazzi siciliani dico: voglio creare condizioni che consentano di scegliere liberamente di andare via dalla Sicilia e dal Sud senza esserne invece costretti»

Il ministro per il Sud richiama la Regione: «Troppi ritardi nella spesa dei fondi europei»

CATANIA - Difende la «legittima attesa» dei meridionali nei confronti del reddito di cittadinanza, «una misura di civiltà fra le priorità del governo», perché - da donna del Sud - rivendica una lettura diversa: «Anche in Sicilia i cittadini mi chiedono più lavoro e opportunità, i giovani vogliono la possibilità di scegliere se partire o restare nella loro terra e le imprese invocano una tassazione più equa». Nella sua prima uscita siciliana da ministro (l’interessata preferisce la versione neutra maschile) del Sud, Barbara Lezzi sbarca nell'Isola in auto dopo una mattinata nella sua Puglia. E, in una pausa-caffè del suo tour elettorale fra Ragusa e Acireale, parla con "La Sicilia" di progetti e priorità. Mostrando attenzione (e preoccupazione) per la Regione, «in affanno nella spesa dei fondi europei».

Ministro Lezzi, quanto le pesa la delega per un Sud che nel contratto di programma M5S-Lega è liquidato in appena sei punti?

«Sì, è vero: sono sei punti, ma sono potentissimi. Perché indicano un percorso inedito di politiche omogenee per il recupero del gap Nord-Sud, dopo gli errori e il saccheggio sistematico di questi ultimi anni».

Il sillogismo passato dopo le Politiche è che il M5S ha vinto al Sud grazie alla promessa del reddito di cittadinanza. Magari basterebbe fare solo quello....

«Rifiuto questa lettura per almeno un paio di motivi. Il primo è che il reddito di cittadinanza non è assistenzialismo, ma un veicolo che accompagna chi resta senza lavoro a una sorta di doppio binario per dare le stesse occasioni al Sud. E poi rifiuto la dicotomia fra un Nord in cui si punta sulla flat tax e un Mezzogiorno che invoca solo il reddito di cittadinanza».

Non è così secondo lei?

«È vero che si tratta di una misura di civiltà molto attesa nelle nostre regioni, ma è anche vero che, girando il Sud e la Sicilia, durante la campagna elettorale e non solo, i cittadini mi chiedono più lavoro e opportunità, i giovani vogliono la possibilità di scegliere se partire o restare nella loro terra e le imprese invocano una tassazione più equa».

Da ministro del Movimento 5stelle qual è il rapporto con la Regione Siciliana governata dal centrodestra?

«È un rapporto di interlocuzione disponibile e costruttivo. Io penso a una sinergia, a un gioco di squadra così come deve fare un ministro con i suoi interlocutori più diretti, che sono i presidenti delle Regioni, a prescindere dalla maglietta politica che indossano. Ho già incontrato il governatore Musumeci ieri (giovedì per chi legge, ndr) a Roma e sarò in Sicilia giovedì prossimo, preceduta a Palermo dalla commissione di tecnici dell’Agenzia di Coesione per verificare la situazione dei fondi europei della programmazione 2014/2020».

Ha già avuto modo di leggere questo dossier? A che punto è la Sicilia?

«Ho letto il dossier e ne ho anche parlato col presidente Musumeci. La Sicilia è una delle regioni più indietro nella spesa dei fondi europei. Per questo verrò, per capire, assieme ai dirigenti della Regione, i motivi di questo ritardo. E per apportare i dovuti correttivi, evitando il ripetersi degli errori del passato. Quando cioè, pur di non restituire le risorse europee, con i cosiddetti “progetti-sponda”, si è speso tanto per spendere investendo in iniziative non qualificanti che non hanno prodotto sviluppo».

Ha idea delle responsabilità di questo ritardo?

«Sì, probabilmente è dovuto a una cattiva progettazione sin dalla fase iniziale. Ma il punto non è questo. Prendo in mano il dossier senza voltarmi indietro a guardare le responsabilità. Su quelle si sono già espressi, con estrema chiarezza, i cittadini, anche siciliani, nel voto dello scorso 4 marzo. È l’ora di guardare avanti, io mi sto muovendo per dare opportunità ai giovani e alle imprese del Sud e non per attribuire colpe a una vecchia classe politica che è stata già punita alle elezioni».

Come pensa di dare queste opportunità?

«Mettendo in rete non soltanto i governatori del Sud, ma anche le Università, i centri di ricerca, il mondo della formazione e delle start up. Penso a dei “cluster” tematici interregionali, che coinvolgano Nella nostra terra ci sono dei poli di innovazione tecnologica d’eccellenza, c’è un capitale umano di primo livello».

C’è la retorica, ma purtroppo prima ancora anche la realtà, della fuga dei cervelli. In Sicilia l’emigrazione intellettuale comincia già dopo la Maturità. Cosa si sente di dire a questi ragazzi?

«Che non faccio promesse inutili, ma assicuro il mio massimo impegno affinché possano arrivare al diritto della libertà. La libertà di scegliere di andare via dalla Sicilia e dal Sud senza esserne invece costretti. Vorrei creare queste condizioni, è una delle mie priorità».

Ma, oltre che col capitale umano, lo sviluppo si fa con gli investimenti sulle infrastrutture. Con il governo gialloverde il Ponte sullo Stretto non è in cima all'agenda....

«No, assolutamente. Ma tutto il resto sì, ora più che mai. E molte sfide le affronteremo assieme col collega Toninelli: al Sud servono strade decenti, trasporto pubblico su rotaie di qualità paragonabile a quella del Nord. A questo mi riferisco quando parlo di spesa qualificante perché riguarda la qualità della vita e la competitività delle imprese. Noi riteniamo indecente che fra le regioni del Mezzogiorno sia quasi impossibile raggiungersi. Ed è su questo che intendiamo concentrarci».

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commenti 2
  • The snowpiercer

    23 Giugno 2018 - 10:10

    E' normale...tutti vogliono 'magnà '....e i fondi restano inutilizzati !!

    Rispondi

  • Mauro Nardos

    24 Giugno 2018 - 13:01

    O si fa tutto, o si fa niente. Se fanno il ponte devono fare le altre opere, e se fanno l'AC AV Catania-Messina e le altre opere devono fare il Ponte di Messina, oppure gli investimenti parziali sono fini a se stessi se il cerchio non si chiude e sono soldi buttati. Io votero' Lega alle prossime elezioni poicke' il M5S per quanto siano determinati quanto Salvini, sono ancora troppo ignoranti per capire cosa e' lo sviluppo. "Assolutamente" e' una parola troppo abusata per un'opera come il Ponte. Se fate strad e e ferrovie correlate allo Stretto di Messina (perchè poi vanno a finire li) devono realizzare purre il ponte. Oppure io non votero' mai M5S. XCome pensano di farci arrivare i treni moderni a Palermo se mancano delle opere quali il ponte o il nuovo itinerario CT-PA ? Sono tutte opere da realizzare al piu presto per questioni di sviluppo e lavoro. Abbandoniamo i pregiudizi sulle infrastrutture, non e' ne il tempo per farlo ne il lusso che possiamo permetterci. Per il resto tutto OK

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