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Raffaele Lombardo: «Il presidente della Regione ha una certa età...»

Nell’attacco sulla «pulsione predatoria» di Sammartino una gaffe che irrita Palazzo d’Orléans

Mario Barresi

20 Marzo 2023, 19:17

Raffaele Lombardo

Quando Raffaele Lombardo, sabato pomeriggio, decide di sferrare un attacco, catartico e liberatorio, all’odiato Luca Sammartino, nella foga oratoria dello sfogo, si lascia andare anche a quella che rischia di diventare una gaffe politica. Mettendo in guardia il popolo autonomista sull’ingerenza del potente leghista - una «pulsione che il mio amico Di Mauro (Roberto, assessore ai Rifiuti e coordinatore regionale dell’Mpa, ndr) definisce predatoria» - che ha già messo in campo la candidatura a sindaco «fuori da ogni logica» di Valeria Sudano, Lombardo si espone infatti con una considerazione sullo scenario. «Questo fatto non può avere ripercussioni sulla città di Catania e sul governo regionale», scandisce il leader autonomista. Che poi chiarisce il concetto: «Il presidente della Regione ha una certa età… Un giorno resta a casa, l’indomani ha diritto a farsi una settimana di vacanza. E in caso di sua assenza? Scusate, stiamo scherzando? Governiamo la Regione così…? Non lo possiamo fare!».

L’audio estratto dal lungo intervento di Lombardo è arrivato anche a Renato Schifani. Che tace, in nome del bon ton. Ma da Palazzo d’Orléans escono spifferi su una certa irritazione - chiamiamola così, con un eufemismo - rispetto alle parole dell’ex inquilino coi baffi. Insomma, il governatore non ci sta a fare né il bersaglio mobile, né tanto meno la vittima collaterale di una guerra senza esclusione di colpi fra gli alleati. Tanto più che, in un altro passaggio del discorso sul palco dell’hotel alla Plaia, Lombardo sembra evocare senza filtri la voglia di una linea più dura nei rapporti con la maggioranza e il governo regionale: loda lo stesso Di Mauro «non soltanto per il lavoro, ma anche per la pazienza». E rivela, fra gli applausi, il consiglio che l’assessore, decano dell’Ars, gli dà «nei confronti di qualcuno, non precisiamo chi». Ovvero: «Bisogna lavorare col verso giusto, in dialetto “’u versiceddu”. Mentre io, per la verità, lo dico con molta franchezza, farei saltare il tavolo. Eccome se farei saltare il tavolo…». A quale tavolo si riferisce? A quello del centrodestra soltanto?

Sabato Lombardo, citando «il mio amico Minardo, persona perbene, esiliato a Roma», si scaglia a testa bassa, con inusuale durezza, contro Sammartino&C. E chiarisce finalmente il senso di quella definizione - «il neofita leghista sempre al penultimo approdo» - coniata in un’intervista a La Sicilia: «Un gruppo umano che ha occupato un partito politico passato in Udc, Articolo 4, Partito democratico e Italia viva e che ha sfiorato Forza Italia prima dell’approdo alla Lega». Con un passaggio, sfuggito in molte cronache, sulla necessità di «difendere la sanità privata, media e piccola, siciliana dall’aggressione dei grandi gruppi sanitario-finanziari che mettono sul tavolo molti soldi, ma guai se ingannano, con falsi in atti pubblici, giunte regionali e assessori perbene». Impossibile non pensare al caso Humanitas.

Twitter: @MarioBarresi