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Rifiuti, anche Pogliese contro Musumeci: «L'ordinanza è insostenibile». Ma c'è il rischio di commissariamento

La crociata del collega Leoluca Orlando contro le disposizioni del governo regionale costringe il sindaco etneo di centrodestra a prendere posizione nei confronti di un governatore del suo schieramento

Il Comune di Torino ribadisce il suo no ai rifiuti dalla Sicilia

Rifiuti in discarica

CATANIA - È appena rientrato da Bruxelles, nell’ultimo volo di ritorno da eurodeputato. Adesso è “soltanto” sindaco di Catania. Una città maglia nera della raccolta differenziata (addirittura scesa al 7%), con un appalto-odissea da rifare e il flop del porta a porta nei quartieri del centro da un paio di giorni sommersi dall’immondizia.

Salvo Pogliese, dall’addio ai palazzi di vetro mittleuropei alle rogne della munnizza sotto il Vulcano, trova sul tavolo anche una delicata questione. Politica, oltre che amministrativa. Perché la crociata del collega Leoluca Orlando contro l’ordinanza di Nello Musumeci sul commissariamento dei Comuni con la differenziata sotto il 65% (e Catania lo è, abbondantemente) costringe il sindaco etneo di centrodestra a prendere posizione nei confronti di un governatore del suo schieramento. Perché nemmeno il tempo di entrare a Palazzo degli Elefanti che il sindaco Pogliese rischia già di essere commissariato. Lo prevede l’articolo 3 dell’ordinanza sul ricorso temporaneo a forme speciali di gestioni dei rifiuti, emanata dal commissario per l’Emergenza e presidente della Regione Nello Musumeci il 7 giugno scorso. La norma, infatti, impone ai 390 enti locali dell’Isola l’obbligo di trasmettere entro il 31 luglio al Dipartimento regionale all’Acqua e rifiuti i contratti stipulati con una delle quattro società che hanno risposto all’appello della Regione sul trasporto dei rifiuti fuori dalla Sicilia. 

«L'idea del governo regionale di mettere finalmente mano al settore dei rifiuti, seppure condivisibile negli obiettivi strategici, è ovvio che va confrontata con la realtà degli enti locali», è la partenza soft di Pogliese. Che aggiunge una specifica «soprattutto» sulla realtà «di chi come noi appena insediati eredita un gravissimo ritardo di scelte e modalità che hanno peggiorato lo stato di cose della raccolta e lo smaltimento della spazzatura».

Ma il sindaco non si sottrae dal giudizio di merito sulla scelta di Palazzo d’Orléans: «L'ordinanza commissariale, al momento, non è sostenibile né finanziariamente né a livello organizzativo, nel poco tempo che è stato dato ai comuni per adeguarsi».

Una posizione tutt’altro che scontata da parte del sindaco forzista. Motivata con queste parole per spiegare la particolarità della situazione: «A Catania abbiamo trovato una differenziata relegata al 7%: è impensabile che in pochi giorni si possa invertire la rotta. Riteniamo, dunque, che occorra rivedere l'ordinanza nella sua concreta attuazione, tenendo conto delle singole condizioni territoriali. Nel nostro caso, per esempio, oltre che da una pessima gestione l'azione sui rifiuti è stata anche caratterizzata da gravissimi episodi di illegalità». Tra l'altro, secondo alcune stime, i costi per trasferire solo i rifiuti catanesi fuori regione sarebbero elevatissimi: si parla di circa 80 milioni di euro l'anno.

Una bocciatura della scelta del governatore-commissario proprio come quella espressa dal sindaco di Palermo? Pogliese, in nome del fair play istituzionale e soprattutto del quieto vivere nel centrodestra, aggiusta il tiro: «Conoscendo la sensibilità del presidente Musumeci e la sua straordinaria esperienza di amministratore locale sono sicuro che terrà conto delle difficoltà con cui i sindaci, soprattutto quelli delle grandi città dell'isola, sono ogni giorno costretti a confrontarsi e appronterà i necessari accorgimenti e correttivi per renderla compatibile per chi, come noi, è al lavoro per voltare pagina nel segno dell'efficienza».

Come dire: quest’ordinanza non piace neanche a Catania; ma con rispetto parlando.

Twitter: @MarioBarresi

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commenti 1
  • Urologo

    14 Luglio 2018 - 07:07

    Abbiamo dei politici che non sanno gestire neanche il problema rifiuti a questo punto non so dove possiamo arrivare. Catania ormai è allo sfascio e viene distrutta con questi politici. Cresce la disoccupazione, non ci sono strutture per i giovani tutto viene demandato a una gestione privata in mano ai solitibpersonaggi. Non parliamo poi degli ospedali che sono sempre piu alla deriva con dei professori universitari che prendono lo stipendio per non fare nulla anche perche non sanno fare nulla.

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